Campania, nuove norme sulla fecondazione assistita: basterà una ricetta

Da oggi anche la Fecondazione assistita eterologa rientrerà nella convenzione SSN, quindi per usufruire di questa tecnica basterà una semplice impegnativa sanitaria rilasciata dal proprio medico.

La fecondazione assistita eterologa è una forma di procreazione medicalmente assistita che consiste in un programma di fecondazione in vitro utilizzando gameti, spermatozoi o ovociti estranei alla coppia interessata alla nascita. In parole povere questa tecnica consente di utilizzare gli ovuli di una donatrice, o gli spermatozoi di un donatore (dipende da chi dei due della coppia è sterile), per farli fecondare e poi iniettare gli embrioni nel corpo della donna che desidera diventare madre.

Questo tipo di tecnica fino al 2014 era vietata in Italia. Successivamente grazie all’intervento sulla questione da parte della Corte Costituzionale è stato introdotto in piena legittimità anche nel nostro paese. Ma chi voleva sottoporsi a questo tipo di tecnica di fecondazione doveva pagare un prezzo di ticket che oscillava dai 500 euro e salire.

Ma da ora in poi non sarà più così. E a diffondere la bella notizia è stato il dottor Alfonso Maria Irollo, medico ginecologo di Gragnano specializzato in Pma e presidente della società scientifica Pamegeiss e direttore di un centro Pma convenzionato. Il medico ha ringraziato pubblicamente il Governatore De Luca, il quale: “ha recepito per la Campania le nuove direttive sulla fecondazione assistita in attuazione del Dca 8/2018 volto ad assicurare il diritto, costituzionalmente garantito, di accesso alle tecniche di fecondazione assistita, linee guida su fecondazione eterologa; tariffa unica per fecondazione eterologa; regime controlli per Pma”.

Quindi grazie a questo importante traguardo anche le coppie campane potranno usufruire della convenzione con il Ssn per la Fecondazione assistita eterologa. 

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