Inglese risponde alla guida su Caserta: “Vivo qui, disgustata da quanto scritto”

Caserta – La nuova guida Rough, pubblicata da Feltrinelli, sul Sud e sulle Isole ha sollevato la polemica negli ultimi giorni. Oggetto dello scandalo la parte dedicata a Caserta, definita città “anonima”, e sul casertano, definito come un insieme di paesini inutili controllati dalla camorra. Dopo le proteste la stessa casa editrice ha preso le distanze da quanto scritto nella guida turistica ed ha promesso di prendere provvedimenti.

Fra le persone indignate da quanto scritto c’è anche Thérèse Nicola Marshall, donna inglese che da anni vive fra Napoli e Caserta traducendo ed insegnando come madrelingua d’inglese. La donna, dichiarandosi disgustata da quanto letto, ha inviato una lettera allo scrittore del testo incriminato in cui evidenzia la superficialità di quanto affermato ed elenca i tanti tesori di una terra definita “anonima”.

Pubblichiamo per intero il testo, data la sua importanza:

“Egregio Sig. Ruiz,

Le scrivo in qualità di docente e traduttrice madrelingua inglese che ha vissuto e lavorato nelle zone di Caserta e Napoli per gli ultimi 28 anni. Devo ammettere che sono, a dir poco, disgustata dalla recensione fornita dai suoi autori per quanto riguarda Caserta, Napoli e aree circostanti. È davvero vergognosa!

Evidentemente, l’articolo in questione è stato scritto da qualcuno che non ha mai visitato queste zone. Dico questo dovuto al fatto che solo un paio di località sono state nominate e probabilmente poco o niente ricerca è stata fatto in ogni caso al riguardo.

Le informazioni date andavano soltanto a pregiudicare queste zone, letteralmente spazzando via molto, se non tutto, dell’ottimo lavoro fatto in anni recenti per promuovere il turismo locale, incoraggiando i turisti non solo a visitare le località di mare come la Costiera Amalfitana durante i mesi estivi, ma anche zone più verso l’entroterra tra cui Santa Maria Capua Vetere, che vanta il secondo più grande anfiteatro nel mondo, dopo il Colosseo a Roma, oltre a molte altre luoghi di interesse archeologica, Casertavecchia, Capua, Salerno, e molti altri ancora.

Senza trascurare Napoli, con il suo meraviglioso paesaggio con il Vesuvio sullo sfondo. Nemmeno una parola su questo, nemmeno una parola spesa sui splendidi monumenti come il Castel dell’Ovo, il Teatro San Carlo, il Maschio Angioino o il lungomare di Via Caracciolo. Napoli non è solo un posto dove gli orologi Rolex sono rubati dai turisti oppure gli stessi vengono borseggiati sulla metropolitana. Napoli va oltre questo; lo stesso vale per tutte le zone circostanti.

Non è stata fatta alcuna menzione affatto nella recensione scritta dai suoi autori di alcun luogo di interesse, solamente un susseguirsi di frasi che avevano l’intenzione di denigrare questa zona che è famosa a livello globale non solo per i suoi luoghi di interesse archeologico ma anche per le sue specialità culinarie. Non c’è nessuna menzione degli aspetti culturali di questa parte d’Italia. Nessuna menzione dei tanti siti Patrimonio dell’Umanità Unesco come il Belvedere di San Leucio, noto in tutto il mondo per la sua stupenda seta, il Real Sito di Carditello oppure l’Acquedotto Carolino. Non è stato fatto alcun riferimento ai Giardini Inglese e il Teatro di Corte o ai tanti eventi culturali che sono stati e che sono, a tutt’oggi, ospitati nella Reggia di Caserta, con l’intento di far conoscere a tutti questa magnifica residenza reale, che ha avuto tanto successo, visto il gran numero di turisti che visitano questo monumento ogni giorno.

In questa recensione, molto probabilmente tradotta dall’inglese in italiano, gli autori, meglio specificati come Robert Andrews, Ros Belford, Martin Dunford and Natasha Fogus, si è focalizzato solamente sugli aspetti negative di questa zona, come se tutte le altre regioni nel mondo fossero perfette, invitando i turisti di non visitare soprattutto la zona al nord di Napoli, chiamandola il “Triangolo della Morte” dovuto al fatto che, in anni recenti, c’è stata un incremento significativo di morti di cancro causati dai rifiuti tossici illegalmente interrati dalla Camorra, che si riporta nell’articolo, domina questa zona.

La mia amica e collega, Carol Taylor, anche lei docente madrelingua inglese che ha vissuto e lavorato in questa zona tanto quanto me, condivide la mia opinione. Lei ha contattato uno degli autori, Robert Andrews su LinkedIn e quest’ultimo le ha risposto che lui non aveva niente a che fare con la scrittura di questo famigerato articolo.
La mia domanda è: Qual è stato lo scopo della vostra guida?

Ho sempre pensato che lo scopo di una guida per turisti è di promuovere e incoraggiare persone a visitare una zona in particolare, fornendo dettagli delle sue zone di interesse culturale, storico, archeologico e culinario, in modo da incentivare i turisti di avere un’esperienza di ciò vissuta in prima persona. In questo caso, ciò non è accaduto.

A mio avviso, è sembrato un tentativo intenzionale di avere l’effetto opposto. Pertanto, chiedo gentilmente che questi commenti ingiuriosi debbono essere almeno rettificati per offrire un ritratto realistico di questa bellissima zona d’Italia che vale la pena visitare. Se ciò non fosse possibile, allora ritengo che la cosa migliore da fare sarebbe di ritirare tutte le copie della guida in questione in circolazione.”

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