I giovani del Sud non credono più nella cultura

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Una recente indagine messa a punto dall’associazione Save The Children ha rivelato una preoccupante tendenza riscontrata in Italia, ed ancor di più nel Sud, rispetto al grado di istruzione raggiunto dai giovani del “Bel Paese”. Il livello scolastico degli italiani si abbassa ogni anno di più, soprattutto in Campania e Calabria dove, stando alle statistiche,  il tasso di abbandono scolastico sembra essere divenuto preoccupante.

Cosa accade agli studenti italiani, un tempo fulgido esempio di cultura e sapere? Le risposte probabilmente risiedono nel momento storico in cui versa la nostra nazione così come il mondo intero. I ragazzi credono sempre meno nello studio e i programmi offerti dalla scuola sono spesso carenti e al di sotto degli standard Europei.

L‘Italia viaggia con lentezza e rischia di arenarsi anche laddove un tempo faceva da padrona. L’organizzazione internazionale che si occupa dei diritti dei bambini ha messo in evidenza la carenza delle offerte educative ritenute “scarse e inadeguate” soprattutto al Sud che, in alcuni casi, raggiunge picchi desolanti. Proprio nelle nostre terre infatti, all’inadeguatezza delle strutture presenti per l’istruzione e la formazione di bambini e adolescenti, si sommano ai fenomeni di abbandono ed evasione.

Al Sud mancano le strutture, come ad esempio gli asili nido. In Calabria solo il 2,5% dei bambini ha accesso a simili servizi mentre solo il 6,5% delle scuole campane può offrire ai genitori la garanzia di un tempo pieno. Ma la Campania sembra detenere un altro triste primato, quello dell’abbandono scolastico che sfiora quota 22%. Eppure un tempo la Campania godeva di tutt’altra fama, terra d’origine di intellettuali, filosofi musicisti e pensatori di calibro internazionale.

A peggiorare un quadro già abbastanza deprimente, la percentuale di tempo libero speso dai ragazzi in attività culturali connesse alla lettura o all’arte, che in Campania non supera il 16% mentre in Calabria non si spinge nemmeno oltre il 12%.

Percentuale quest’ultima, che fa riferimento alla quantità di giovani che nell’ultimo anno hanno visitato un sito culturale, dato ancora più deprimente in Calabria dove si scende addirittura al 12%.

Save The Children delinea una realtà preoccupante che sembra catapultare l’Italia indietro di secoli, dove la carenza educativa e l’assenza dell’offerta formativa erano figlie dell’inaccessibilità e della povertà dello studente medio. Studiava solo chi se lo permettere, in buona sostanza.  Colpa soprattutto delle istituzioni che, con loro riforme a danno della cultura, hanno in un certo senso istillato nei giovani una sorta di sfiducia nei confronti dell’istruzione e della cultura, creando l’opinione diffusa che “con la cultura non si mangia”, proprio come credeva la stragrande maggioranza della popolazione di inizio secolo.

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