Aborto, l’Asl di Napoli dice “sì” agli anti-abortisti negli ospedali: è polemica

neonata

La convenzione è stata concepita dall’Asl Napoli 1 e dall’associazione “Parrocchia per la vita”, numerosi però i comitati in difesa dei diritti della donna e delle madri che vorrebbero farla abortire. Non ci stanno quest’ultimi a permettere la presenza di figure anti-abortiste negli ospedali soggetti alla predetta Asl, cosa invece autorizzata proprio dalla stessa. Uno scontro esistenziale, civile e giurisprudenziale che ruota attorno al decreto legge del 22 maggio 1978, la famosa legge 194, la quale sancisce le norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza.

Così, contro la distribuzione di materiale dissuasivo (nei confronti dell’aborto) da parte dei membri di “Parrocchia per la vita” lungo le corsie ospedaliere napoletane, si sono scagliate l’associazione Salute Donna, l’Udi, La Casa delle Donne, l’Arcidonna di Napoli e e finanche l’Anaoo Assomed e alcuni professionisti dell’Igv (che si occupano di interruzioni volontarie di gravidanza).

In realtà c’è stato anche un incontro tra quest’ultimi e Mario Forlenza, il direttore generale dell’Asl che ha dato una scossa in senso anti-abortista presso gli ospedali San Paolo e Loreto Mare. Una discussione non risolutiva, però, tanto che l’Udi ha anche minacciato di denunciare tutto alla Procura: secondo loro ci sarebbero delle violazioni rispetto alla privacy delle donne in attesa. Non solo, perché l’Udi ha anche scritto al governatore Vincenzo De Luca, considerato un progressista.

Al momento, comunque, nessuno sembra voler fare un passo indietro rispetto alle sue posizioni, facendo profilare una gestazione (della situazione) lunga e tortuosa.