Sant’Angelo in Formis pericolante, ma il divieto non vale per le nozze dell’ex tronista

L‘Arco di Diana, complesso monumentale antistante l’Abbazia Benedettina di Sant’Angelo in Formis, a Capua, è stato definito pericolante, con tanto di strade adiacenti chiuse. Il pericolo, però, evidentemente non vale per tutti, visto che nella giornata di ieri, nella stessa struttura, è stato celebrato un matrimonio “illustre”. Infatti, sono state tante le polemiche nate dalla scelta della location per il matrimonio tra Giovanni Gentile e l’ex tronista di “Uomini e Donne” Teresanna Pugliese.

Per il fatidico “sì”, con tanto di diretta tv con Barbara D’Urso e Ferrari che scorazzavano per le strade di Santa Maria Capua Vetere, è stata scelta proprio la storica Basilica paleocristiana, la cui costruzione è terminata nel VII secolo. Fresca di restauro la basilica, la parte adiacente al santuario è stata però chiusa per pericolo crolli.

Sicuramente la scelta della Basilica è stata fatta molto prima della chiusura, ma proprio quest’ultima forse non doveva mettere i bastoni fra le ruote a Teresanna, in uno dei giorni più felici della sua vita. Il primo a sollevare il caso dell’eccezione fatta è stato il giornalista Salvatore Minieri che in un post si è chiesto: “Dopo i crolli dell’arco che consentiva l’accesso alla Basilica (tra le più belle e delicate in Europa), le Autorità hanno apposto i segnali di divieto assoluto di transito. Ma, per il matrimonio di una fanciulla che ha partecipato a Uomini e Donne, tutto viene riaperto. Posso sapere chi ha consentito tutto questo?”.

La domanda del giornalista è lecita, ma noi ci permettiamo di aggiungerne altre: se si fosse trattato di un matrimonio non “vip”, già programmato, il via libera sarebbe arrivato lo stesso? E se fosse successo qualcosa durante la Celebrazione di ieri, di chi sarebbe stata la responsabilità? Il pericolo reale c’è o non c’è? Chi ha intascato i soldi per il matrimonio, visto che oggi anche nelle piccole parrocchie si paga?

Forse a queste domande non ci sarà mai una risposta, ma la cosa certa è che i carabinieri, su ordine del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, avevano posto sotto sequestro l’Arco di Diana, con i sigilli posti anche ad un immobile attiguo all’Arco, in parte crollato nell’agosto scorso. Un sequestro preventivo giustificato con la pubblica incolumità. Pubblica incolumità che è stata barbaramente pestata da un matrimonio vip, da chi pensa che i soldi rendano immortali.

Queste le foto condivise dal giornalista Salvatore Minieri:

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