Feltrinelli ci ricasca: “Ad Agrigento atteggiamenti mafiosi e truffatori”

Agrigento – Un mese fa scoppiò la polemica contro la guida turistica Rough, edita da Feltrinelli, incentrata sul Sud Italia e sulle isole. Nel testo Caserta veniva definita una città con scarsa attrattiva, mentre l’area limitrofa un triangolo della morte dominato dalla camorra. Tali affermazioni portarono alle scuse della stessa casa editrice ed al ritiro di tutte le copie della guida.

A quanto pare, però, Feltrinelli non ha imparato dai suoi errori: nella guida, sempre Rough, incentrata solo sulla Sicilia troviamo un altro caso simile a quello di Caserta. Nel mirino di Ros Belford, autrice del testo, c’è questa volta Agrigento. Come nel caso campano, le attrattive della città vengono considerate con estrema superficialità: la valle dei templi, uno dei più grandi tesori rimasti dell’antica Grecia, viene a stento nominata come unico motore per il turismo.

Sempre come nel caso di Caserta, poi, la guida prosegue con considerazioni assolutamente arbitrarie come “Agrigento ha uno scarso senso d’identità”. Ovviamente, non mancano i riferimenti ad un presunto degrado ed alla criminalità locale: “Le statistiche del governo indicano che è una delle città più povere d’Italia, e non risulta una sorpresa apprendere che qui gli atteggiamenti di tipo mafioso sono ben radicati. Come se la povertà di un paese causasse immancabilmente fenomeni criminali.

“Nessun pericolo per i turisti – rassicura la guida – solo una maggiore tendenza dei ristoratori, rispetto al resto della Sicilia a perpetrare piccole truffe (come l’aggiunta di rincari per il coperto o presentarsi con degli “assaggi” che non avete ordinato e poi metterveli in conto)”. E’ possibile che ad Agrigento, come in qualunque parte del mondo, ci possa essere qualche ristoratore disonesto, ma da qui ad accusare la maggior parte degli esercizi della città il passo è molto lungo.

Le associazioni dei ristoratori locali, infatti, sono già sul piede di guerra e sono pronte a chiedere alla Feltrinelli di ritirare anche questa guida. Nel caso di Caserta la casa editrice si era giustificata dicendo che le guide Rough raccolgono le esperienze dei viaggiatori, ma che comunque avrebbe invitato la casa inglese a rivedere simili affermazioni per non pubblicare più tali ingiustificate accuse. A quanto pare, tale presa di posizione non ha avuto un grande effetto.

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