Video. Tg infanga l’Albanova: “E’ la squadra di calcio di Sandokan, boss dei Casalesi”

Studio Aperto, tg di Italia 1, nella sua edizione delle 12.25 andata in onda il 28 settembre ha raccontato la cattura a Casal di Principe di Alexandru Bogdan Colteanu, uno dei componenti della banda di criminali responsabili della rapina violenta messa a punto nella villa a Lanciano dei coniugi Martelli.

Ad un certo punto però il servizio fa riferimento alla società dell’Albanova Calcio come “la squadra di calcio di Sandokan, il boss dei casalesi”. La squadra di Casal di Principe milita oggi nel campionato di Eccellenza però negli anni ’90 a capo del club vi era appunto il clan dei casalesi.

Oggi l’Albanova è una società pulita, presieduta da imprenditori perbene, infatti il proprietario Giuseppe Zippo, non avendo alcuni legami con le precedenti gestioni ha lanciato la Giornata dell’Orgoglio Casalese in cui l’ingresso allo stadio per Albanova-Afragolese (Stadio Scalzone, domenica ore 10.30) sarà gratuito per tutti in ogni settore.

Lo ha annunciato in una lettera aperta a tutti i tifosi ed appassionati esprimendo il suo rammarico e la sua voglia di riscattare un popolo ferito:

Il sentimento che mi muove nel momento in cui sto scrivendo queste righe è il dolore. Il dolore di chi viene colpito a morte senza alcuna ragione. Il dolore di chi ha sempre orientato la propria esistenza a migliorare il mondo in cui viviamo, e viene colpito improvvisamente nella maniera più meschina. Nel punto che ci fa più male. Il punto di quel pregiudizio che io ed il mio popolo ci portiamo addosso, come un tatuaggio fatto appena nati.

Casalesi.

Chi è nato e cresciuto in queste terre, nel triangolo Casal di Principe-San Cipriano d’Aversa-Casapesenna, dovrà sopportare quest’onta per tutta la vita. Anche quando ci si distingue nello sport, nell’imprenditoria, nel sociale o in qualsiasi altro campo. Perché si sa, e lo diceva Einstein, non certo Giuseppe Zippo: è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Nel servizio di Studio Aperto viene citata l’Albanova come “la squadra di calcio di Sandokan, il boss dei casalesi”. Falso. L’Albanova è la squadra di Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna, e noi come società abbiamo sempre sottolineato di non avere nessun legame con le vecchie gestioni societarie e le tristi vicende del passato. Ho sempre detto che l’Albanova è del popolo e noi siamo solo dei gestori.

Mio padre però mi ha insegnato che dal dolore può nascere una forza che non immaginiamo nemmeno di avere dentro. “Dal letame nascono i fiori”, cantava De André. E se su questa terra non si perde mai occasione di gettarlo, il letame, allora noi dal letame continueremo a farci nascere i fiori. A coltivare la nostra creatura. L’Albanova. In questi anni siamo stati nelle scuole, abbiamo parlato ai ragazzi, alla gente. Abbiamo portato 1500 persone ad una partita di calcio in occasione della nostra festa promozione, in uno stadio che fino a qualche anno fa era fatiscente e che grazie alla caparbietà dell’Amministrazione Comunale è diventato di nuovo un punto di riferimento per la comunità. Abbiamo devoluto interi incassi in beneficenza, abbiamo fatto sfilare i ragazzi disabili davanti ad uno stadio pieno regalandogli un sorriso, abbiamo fatto esordire un ragazzo africano con una storia alle spalle che solo a pensarla mi si gonfiano gli occhi di lacrime. Siamo tornati a rendere il calcio quello che per noi è da sempre: uno strumento sociale, un motivo di gioia per le persone, un momento di spensieratezza in una vita fatta di tanti problemi. Anche perché poi, a onor del vero, la nostra gente l’abbiamo fatta divertire spesso, visti i risultati degli ultimi anni. Ognuno fa quello che può per la propria terra, io continuerò a lottare per ciò che amo.

Ed allora domenica mattina contro l’Afragolese non ci sarà la giornata biancazzurra. No. Sarà la Giornata dell’Orgoglio Casalese: ingresso libero per tutti, anche per i tifosi ospiti. Vogliamo riempire lo stadio, sentiamo il bisogno di abbracciare la nostra gente dopo il male che ci è stato fatto. Stare insieme, spalla a spalla, uniti in quella passione che solo noi conosciamo, in quell’orgoglio di essere casalesi che solo noi possiamo capire. E che nessuno ci potrà mai togliere.

Noi siamo casalesi.

Ci hanno infangato, noi risponderemo a modo nostro. Orgoglio e passione. Sono un padre. Lo devo alla mia gente, lo devo alle mie figlie“.

Il video:

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