Pompei, nuove scoperte dai lapilli: un giardino incantato e altre vittime del Vesuvio

Pompei, una città morta che regala ancora grandi tesori e preziosi reperti. L’ultima scoperta fatta nel parco archeologico più bello al mondo è stata quella del “giardino incantato”. Una stanza dedicata al culto e alla venerazione del Lari, i protettori della casa e della famiglia.

Si trattava di una stanza adibita al culto, ancora tuttavia da definire nella disposizione degli spazi, considerata la presenza insolita di alcuni elementi come la vasca bordata dal giardinetto, posta al centro dell’ambiente e lo spazio soppalcato che chiude uno dei lati, ancora interamente da scavare.

Dovranno essere fatti ancora ulteriori studi per scoprire chi fosse il proprietario di questa casa. Di certo un uomo ricco e questo si intuisce dall’opulenza della stanza e dal prezioso affresco che arricchisce le pareti.

Il fondo è il classico rosso pompeiano, sul quale si ergono delle fiere dorate, segno di forza e di coraggio che si dirigono verso un grande cinghiale nero, portatore di presagi nefasti e un pavone con dei serpenti, che nella tradizione classica erano presagi beneauguranti. Spostando lo sguardo il visitore resta incantato da un altro affresco: un cielo limpido con degli uccelli in volo, un pozzo e la figura di un uomo-cane.

Alla bellezza di questa casa si contrappone la triste scoperta della presenza della morte. Infatti nel giardino sono stati ritrovati scheletri di pompeiani che hanno perso la vita durante l’eruzione vulcanica che seppellì viva questa città.

Questi straordinari ritrovamenti che continuano a regalare grandi emozioni, rientrano nel più vasto intervento di manutenzione, quello della messa in sicurezza dei  fronti di scavo – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – che sta interessando i circa 3 km di fronti  che delimitano l’ area non scavata di Pompei. Un intervento fondamentale in una delle aree più  a rischio del sito, mai prima trattata complessivamente e che oggi grazie all’operazione di riprofilamento dei fronti, che ha lo scopo di ridurre la pressione del terreno sulle aree già scavate, ci sta anche consentendo di portare alla luce ambienti intatti con splendide decorazioni.”

Ecco le immagini postate da Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico:

 

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