Minorenni in vendita, una vergogna senza fine: tra gli sfruttati anche un disabile

prostituzione minorile
Foto dall’archivio di SOS Villaggi dei Bambini Onlus

Sono più di duemila persone straniere quelle sfruttate a Mondragone da caporali provenienti dalle loro stesse terre, ma anche da tanti italiani che non si fanno scrupoli. Non solo i campi, però, nel destino di questi poveretti (uomini, donne e bambini), anche la prostituzione. A denunciare l’attività malavitosa, con un reportage, il quotidiano Avvenire. Se il lavoro nei campi, pagato pochi euro, sembra essere diventato la “normalità” (nell’ascoltare i notiziari), la prostituzione minorile suscita sempre grande tristezza e indignazione. L’inchiesta di Antonio Maria Mira parte dal pedinamento di un’auto che si era mossa insieme ad un ragazzino in bicicletta (neanche 15 anni) verso un affittacamere abusivo, gestito da un italiano. Sono tanti i bambini, soprattutto rom bulgari, tirati dentro questo macabro sistema, proprio nell’età in cui dovrebbero pensare ad andare a scuola o solo a stare con i loro coetanei.

Non solo la prostituzione minorile, purtroppo, ma a pochi passi, sulla Domiziana, ci sono anche tante donne che vengono sfruttate e costrette a vendere il loro corpo. Una situazione insostenibile che ha denunciato senza mezzi termini anche il parroco don Osvaldo Morelli, anche direttore della Caritas: “Non vanno a scuola. Solo dopo un nostro esposto cinque di loro sono stati inseriti, compreso un disabile. Alcuni vengono in parrocchia ma fanno fatica anche per colpa della lingua. Per questo a ottobre cominceremo dei corsi“. Almeno venti i ragazzini che si aggirano per la zona costiera, soprattutto d’estate, e che si “concedono” ad uomini adulti, spesso italiani, per poco più di 20 euro.

Un mercato che non è mai in vacanza e che è sotto gli occhi di tutti, anche se come scenario è stata scelta una zona degradata e abbandonata, dove prima c’era un ristorante. Qualcosa si stava facendo, ma con il cambio di amministrazione il progetto di riqualifica si è clamorosamente fermato. Tutto, ovviamente, a favore di chi trae guadagno da tale attività, anche se non sembra esserci una vera e propria organizzazione criminale alle spalle, ma la malignità di alcuni singoli. Infatti, i clan camorristici (stanati da diversi arresti) della zona solo ora si stanno “riprendendo”, ma c’è chi giura che si stanno attrezzando per tornare a  fare la guerra agli esponenti delle comunità rom bulgare, sempre più diffuse. Qualcuno nega l’esistenza di tali fenomeni, si scaglia contro gli immigrati, nega il capolarato e la prostituzione e quasi si dice “offeso” dai continui attacchi, ma la realtà è un’altra ed è a portata di tutti. Peccato che in questa realtà chi compra i corpi di altri diventa magicamente invisibile agli occhi di tutti.

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