Juventus-‘ndrangheta, Marotta alla Gazzetta: “Trattami bene o mi arrabbio”

Emergono ulteriori retroscena sull’inchiesta che vede coinvolta la Juventus per la cessione di biglietti a gruppi ultras legati alla ‘ndrangheta. A rivelarli è IlNapolista, con un pezzo di Guido Ruotolo che riporta alcune intercettazioni tra l’ex amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta ed alcuni giornalisti della Gazzetta dello Sport.

I fatti risalgono ad agosto 2016. La Squadra mobile della questura di Torino chiede alla Procura della Repubblica di poter continuare a intercettare i vertici della Juventus, compreso il direttore generale e amministratore delegato Giuseppe Marotta. Poche settimane prima, ad aprile, si era suicidato Raffaello Bucci, ex ultras bianconero.

Nel frattempo, continuano ad uscire articoli sul bagarinaggio. Marotta è preoccupato: “Oggi abbiamo un altro casino, che si è buttato un altro dal ponte… guarda non hai idea. […] Un altro dal ponte, ponte, un nostro collaboratore che, che si occupava dei biglietti, tutto quel casino che c’è dei biglietti che ti avevo accennato la settimana scorsa. […] No, non è stato inquisito però..boh? Non lo so! Quindi, non ho notizie. Si è buttato da un ponte. Ha detto che va a Fossano dove si è ammazzato il figlio di Agnelli“.

Nell’informativa della Squadra Mobile, si cita una telefonata tra Marotta e tal Claudio (presumibilmente Claudio Albanese, che cura i rapporti con la stampa della Juventus). Il dg viene a sapere che La Gazzetta dello Sport stava preparando un articolo di 50/60 righe sull’inchiesta. IlNapolista riporta una ricostruzione dell’intercettazione tra Marotta e Matteo, che dovrebbe essere l’inviato della Rosea Matteo Dalla Vite.

Il dg bianconero è arrabbiato per un articolo già uscito in cui compariva la sua foto assieme a due soggetti arrestati. Così, intima al giornalista di “trattarlo bene altrimenti si arrabbia veramente”, perché “ha dato due biglietti omaggio a una persona, ha fatto fare un provino, quando di provini se ne fanno tremila in un anno”. Si lamenta con Matteo del fatto che “lo stanno trattando come il peggior nemico, che lo stanno sputtanando, che gli stanno facendo del male a lui e alla sua famiglia e che si comporterà di conseguenza”.

Dopo queste pressioni, il giornalista della Rosea “rivede” l’articolo, che passa da 50 a 10 righe. Non compare nemmeno la foto di Marotta. Diventa un piccolo trafiletto nel quale si ribadisce che “non è inquisito e lo ribadiranno nella maniera più indolore possibile”.

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