Ercolano, nuovi lavori di restauro: riaprono sei domus chiuse dagli anni ’80

Al Parco Archeologico di Ercolano è pronto per partire il piano di manutenzione ordinaria triennale (2018-202) che lo porrà all’avanguardia in Italia. Un primo cantiere, ma per una manutenzione straordinaria, era partito lo scorso giugno ed ora andrà ad integrarsi con quello “ordinario”.

Una prima fase di manutenzione programmata che nel 2019/2020 vede già programmato e finanziato un ulteriore intervento di manutenzione straordinaria. L’insieme di questi progetti vale circa 20 milioni di Euro (finanziamenti in parte ordinari ricevuti dalla ex Soprintendenza Pompei, in parte fondi CIPE FSC del Governo). A questi vanno aggiunti i fondi del bilancio ordinario del Parco per il 2019, approvato il 31 ottobre scorso, con i quali saranno portati avanti interventi di manutenzione straordinaria e di valorizzazione delle strutture e dei servizi della sicurezza e dell’accoglienza nel sito.

I lavori saranno svolti dal personale del Parco Archeologico di Ercolano, tra i quali nuovi funzionari statali e i membri della Segreteria tecnica, che con entusiasmo, professionalità e spirito di squadra lavoreranno spalla a spalla con i membri dell’Herculaneum Conservation Project, che metteranno in campo la loro pluriennale esperienza in materia.

Il Parco è già interessato da alcuni importanti interventi di restauro di strutture e apparati decorativi, ma a questi se ne aggiungono altri elementi: il cantiere della Casa del Bicentenario è già in fase avanzata; sono in fase di attuazione le gare per l’area dell’Antica Spiaggia, per la progettazione del consolidamento e della sistemazione idrologica della Villa dei Papiri, infine il restauro di sei tra le più importanti domus di Ercolano. Il Parco ha attivato come centrale di Committenza Invitalia che ha già concluso alcune procedure e ha preso in carico con la consueta grande professionalità le gare per l’Antica Spiaggia e il progetto Sei Domus.

Tanto la Casa del Bicentenario, quanto le sei domus che saranno restaurate- dichiara il Direttore Francesco Sirano- sono chiuse dagli anni ’80 del secolo scorso. Le case del Colonnato Tuscanico, dell’Atrio a Mosaico, la Casa a Graticcio, la casa del Mobilio carbonizzato, solo per citare le più note, rappresentano pietre miliari non solo per Ercolano, ma per la storia dell’architettura romana. Basti pensare che sino alla scoperta della casa a graticcio, questa particolare tecnica edilizia basata sul risparmio di materiale pietroso e sull’uso del legno, si riteneva tipica del Medio Evo e invenzione dei paesi del Nord Europa.”

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