Terra dei Fuochi. Se il problema non esiste perché si continua a morire?

La Terra dei Fuochi è il male del secolo. Non è solo una fraseologia utilizzata per etichettare alcune zone della regione Campania, che vanno da Napoli a Caserta, in cui si è avvelenata la terra con interramenti di rifiuti tossici o roghi degli stessi che hanno compromesso in maniera quasi irreversibile l’aria che respiriamo, ma da molti anni è anche sito di morte e di malattie gravissime.

E questo lo sappiamo tutti. E chi si benda gli occhi e finge che il problema non esiste, non ama questa terra. Amare significa anche e soprattutto affrontare un problema, una difficoltà e trovare una soluzione o almeno tentare di risolvere.

E’ stato alquanto inutile il superficiale e blando tentativo del governatore Vincenzo De Luca di nascondere la realtà dei fatti, per difendere la sua regione, parlando di: “Violenta strumentalizzazione politica e totale mistificazione sulla pelle della nostra regione da parte di alcuni esponenti del Governo”. E questa sua quasi pregiudiziosa e distorta convinzione, ieri all’incontro istituzionale lo ha portato anche a ribadire che: “Quando parlano di Terra dei Fuochi ci fanno un danno, perché in tutta Italia ci sono tante terre dei fuochi, intese come zone dove bruciano gli scarti industriali. Da noi invece bruciano gli rsu (rifiuti solidi urbani) depositati negli Stir o nelle aziende private”.

Per tale motivo ieri ha deciso di approvare solo a metà il Protocollo d’Intesa, evitando di firmare la parte in cui si dà la possibilità di raccogliere dati oncologici. Su questo punto De Luca ha detto no. E perchè? Forse perchè la percentuale dei tumori che uccidono grandi e bambini in alcune zone è praticamente spaventosa? Perchè la morte oncologica infantile è vergognosa? Perchè molti bambini nascono già con patologie tumorali? Perchè le mamme sono costrette a lasciare ancora piccoli i loro bambini perchè perdono la battaglie contro il cancro?

Non vedere la realtà è come uccidere queste vittime due volte.

Le vittime che la Terra dei Fuochi sta mietendo sono troppe. In questi ultimi due giorni, la Campania piange altri due figli uccisi dal tumore. Alessia, una bambina con tanti sogni e un sorriso meraviglioso che a 11 anni ha dovuto dire addio alla vita e ai sogni. E poi Antonio, 20 anni, avrebbe dovuto prendere tra poco servizio presso la marina militare, e invece oggi a Frattamaggiore si terranno i suoi funerali. Ad uccidere Alessia è stato un osteosarcoma fulminante, Antonio è stato sconfitto da un medulloblastoma.

Ma la verità è una: la Terra dei Fuochi, i suoi veleni, l’aria malata, le tossine che respiriamo e mangiamo ci stanno uccidendo e continueranno a farlo se non cominciamo da subito ad essere tutti più civili. Certo, anni e anni di spregiudicate violenze alla nostra terra non si risolverebbero in un batter baleno.

Ma forse quello che ha detto Aurora ieri è vero: “Possiamo essere noi le bacchette magiche”. Solo con l’impegno di tutti, con il denunciare e rispetta la madre terra, a lungo andare, potremmo risolvere il problema. Quindi proviamo a fare questa magia.

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