Cori razzisti, il Napoli fa sapere che lascerà il campo: ma cosa rischiano gli azzurri?

Striscione Bologna anti NapoliSe dovessero esserci cori razzisti contro Napoli e i napoletani, la squadra azzurra è pronta a lasciare il campo. Sta facendo il giro del web l’indiscrezione de La Repubblica che mette ulteriormente pepe alla sfida di stasera tra Atalanta e Napoli, valida come posticipo della 14a giornata di Serie A. Le due tifoserie non si sono mai amate, ma negli ultimi giorni gli animi sembrano essersi surriscaldati ulteriormente, coinvolgendo anche tesserati delle due società. Qualche settimana fa, in merito ai soliti cori razzisti contro i napoletani, Ancelotti disse: “Basta con questo clima che c’è in Italia, non bisogna insultare gli avversari, ma inneggiare ai propri calciatori. Il regolamento parla chiaro, se in trasferta ci saranno ancora episodi del genere valuteremo come comportarci: se a Bergamo ci saranno cori di discriminazione territoriale allora chiederemo la sospensione della partita“.

I tifosi bergamaschi, però, non hanno fatto attendere la loro risposta e con un comunicato hanno ribadito che il loro non è “razzismo” e che stasera non cambieranno il loro atteggiamento, continuando a cantare cori contro i napoletani. Anche Gasperini, tecnico della Dea, ha detto la sua, difendendo a spada tratta i suoi tifosi: “Il clima di Bergamo è fantastico, io penso alla partita. Tutto il resto è per sviare, si tratta di speculazioni per fare polemica”. Se sono solo “speculazioni”, però, lo si vedrà stasera, con il Napoli che potrebbe abbandonare il terreno di gioco in caso di cori. Ovviamente, c’è attesa anche per vedere quale decisione prenderà, nel caso, l’arbitro Giacomelli, designato per la sfida dell’Atleti Azzurri d’Italia.

Ma cosa rischia il Napoli se abbandona il campo? Ovviamente la prima misura punitiva sarà la partita persa a tavolino per 3-0, ma potrebbero arrivare anche altre misure. Ad esempio, il giudice sportivo, come già successo nelle serie minori, potrebbe decidere anche di squalificare alcuni tesserati. Insomma, la “patata bollente” passa nelle mani dell’arbitro che ha dalla sua la facoltà di sospendere la partita. La cosa è già accaduta a Genova e a Roma, rispettivamente con Sampdoria e Lazio, ma in altri casi anche i direttori di gara hanno fatto finta di non sentire. Come andrà stasera?

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