Video. Reggia di Caserta, restaurato presepe dei Borbone: grazie alla Thun di Bolzano

Torna in mostra il presepe del ‘700 all’interno della Reggia di Caserta. Grazie alla collaborazione con l’azienda di Bolzano Thun, l’opera è stata restaurata ed è di nuovo fruibile al pubblico.

Il gruppo della Natività proviene, probabilmente, da uno dei Siti Reali borbonici dismessi tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando i loro arredi furono dislocati dal Ministero dell’Istruzione presso i principali musei esistenti per garantirne la conservazione. Dall’inizio del Novecento la Natività fu a lungo esposta presso la Biblioteca Palatina.

Il restauro è consistito in un intervento di pulitura molto accurato che ha messo in evidenza la qualità del modellato e la delicatezza dei tratti nonché una particolare fattura stilistica. Gli abiti in seta di San Leucio, stinti e lisi e quindi non più esponibili, sono stati sostituiti con tessuto simile per fattura e colore mentre i tessuti originari sono stati conservati e riconsegnati al Museo a scopo di documentazione.

Al gruppo è stato aggiunto per completezza il Bambino, mancante sin dal dopoguerra, acquistato tra quelli settecenteschi a San Gregorio Armeno. Gli altri tre pezzi restaurati fanno parte dei numerosi elementi di cui è costituita la collezione casertana.

Formatesi per volere dei Borbone: Carlo e sua moglie Maria Amalia di Sassonia, e in seguito anche il figlio Ferdinando, erano profondamente religiosi e per questo furono molto partecipi dell’arte presepiale napoletana. Da alcuni documenti emerge che gli stessi reali prendessero parte alla creazione dei presepi.

Ad esempio rifinivano le statuine confezionandone i vestiti e collocandole nelle diverse scene del Presepe. Le statuine sono quelle dell’epoca e raffigurano persone comuni intente a compiere lavori quotidiani: venditori, musicisti ambulanti, osterie con i clienti, pastori che conducono il bestiame. D’altra parte la bellezza e maestria delle statuine della tradizione partenopea sta proprio nella realizzazione dei particolari.

Fu smembrata nel 1879 per effetto delle “Ministeriali disposizioni” con il trasferimento di una sua parte al Real Museo di Capodimonte. Di maggior pregio è “La contadina con mani e piedi in legno e testa in terracotta dipinta”, che si caratterizza per la forte espressività e il realismo del volto, con i lineamenti e le rughe accentuate. Caratteri di maggiore serialità presentano “Il pastore dell’Annuncio” e “L’orientale”, che ancora nel secondo dopoguerra era conservato in un armadio contenente ben 108 figure di popoli diversi che costituivano il seguito dei magi.

Tutti i pastori  sono avvicinabili stilisticamente alla bottega di Lorenzo Mosca, figlio del presepista Giuseppe, che nel 1775 lasciò la Real Segreteria di Stato, della Guerra e della Marina, per dedicarsi alla progettazione e all’allestimento presepiale.

Il Presepe Reale restaurato è possibile ammirarlo nella Sala Ellittica degli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta.

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