Falso sito sul reddito di cittadinanza, 500mila ci cascano: i creatori sono napoletani

Una trappola fake che ha ingannato più di 500 mila italiani. Si tratta di un falso sito che permetteva agli italiani di lasciare i propri dati personali e inviare la richiesta per accedere al Reddito di cittadinanza.

In realtà è stato solo uno scherzo ideato dalla società di comunicazione napoletana Ars Digitalia, che ha sede a Viale Kennedy, con il fine di rendere evidenti a tutti quanto, a volte, gli italiani commettano errori evitabili, solo perché poco attenti sia nel navigare che nel leggere e nell’accertarsi della veridicità delle informazioni che trovano in giro.

D’altronde segnali per capire quanto questo sito fosse un falso, ce ne sono. Prima di tutto, già l’intestazione poteva trarre in inganno: “IMPS” invece di “INPS”. Ma se si continua a scrutare all’interno della pagina, come mostrato dal video pubblicato sulla pagina Facebook di Commenti Memorabili, l’impostazione è tutta sbagliata e dai fini umoristici e sarcastici. Nel video, tuttavia  si racconta una genesi dell’esperimento che non corrisponde alla realtà, essendo appunto stata un’idea di Ars Digitalia

Un caso eclatante di come un’informazione, una promessa anche strutturata male, possa ingannare tutti coloro che ci hanno creduto al punto tale che in maniera quasi disperata hanno compilato moduli che non arriveranno mai ai parlamentari.

Intanto gli ideatori si sono giustificati affermando che il loro scopo non era quello di giocare con le disgrazie e la povertà della gente, ma di dimostrare come spesso i politici, per agguantare quanti più voti, possano giocare loro stessi, e in modo sleale, sulla povertà e le necessità delle persone.

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