Rifiuti, dal 2019 nuovi impianti in Campania: ma si cerca lo sconto dell’Europa

impianto rifiuti
Immagine di repertorio

La questione rifiuti in Campania sarà risolta in maniera decisiva a partire dal 2019, con la nascita di diversi impianti di compostaggio. A dare l’annuncio è il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, come riporta Ansa: “Il 2109 sarà l’anno di avvio dei lavori per almeno di sei o sette impianti di compostaggio dei 15 che abbiamo previsto. Il piano va avanti e sono molto fiducioso anche in relazione alla multa dell’Unione Europea“. “Dobbiamo fare – ha continuato – una battaglia a viso aperto contro le imbecillità della demagogia, non è più possibile tollerare comitati, sottocomitati e controcomitati privi di qualunque ragione“.

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Gli impianti di compostaggio potrebbero far storcere il naso a qualcuno, infatti, ma il presidente della Regione Campania è convinto che la strada da seguire sia questa: “Il compostaggio è un impianto di trattamento rifiuti a freddo, è il più ecologico che ci sia e quindi siccome abbiamo deciso di non fare altri termovalorizzaztori in Campania, dobbiamo intervenire sulla raccolta differenziata per arrivare al 60% e sugli impianti per la lavorazione dell’umido, che ancora oggi viene portato fuori regione pagando 190 euro a tonnellata, un costo che si scarica sulle bollette delle famiglie“.

Le parole di De Luca arrivano in vista della missione che il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, compirà oggi a Bruxelles, dove chiederà di rimodulare la maxi multa da 122mila euro al giorno proprio per i rifiuti in Campania. “Porteremo al commissario Vella atti concreti firmati e sono fiducioso che potremo andare in Corte di Giustizia per una riduzione della multa per i rifiuti della Campania. Il dibattito sulle infrazioni ambientali è estremamente importante. Non dimentichiamo i 122.000 euro al giorno che paghiamo. Diremo a Vella che stiamo facendo degli atti concreti, porteremo accordi di programma firmati e impegni precisi per ottenere dei risultati“, ha detto Costa a margine della Conferenza Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile a Napoli.

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Gli “atti” annunciati dal ministro dovrebbero quindi convincere la Commissione europea a dare fiducia all’Italia, cercando non solo ad un forte sconto sulla “multa”, ma anche di avviare un meccanismo che porterà la questione davanti alla Corte di Giustizia.

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