Napoli. Si ammala dopo trasfusione di sangue infetto ma lo Stato non risarcisce

Maria Rosaria Chiriatti ha 74 anni ed ha contratto l’epatite C. La donna è originaria di Napoli ed è stata sottoposta nel 1972 a trasfusioni di sangue, dopo le complicanze di un parto cesareo. Ma quel sangue ospedaliero era infetto. E d’allora Maria Rosaria ha dovuto accettare questa malattia che con il passare del tempo ha minato fortemente la sua salute fisica. Infatti come riporta il Corriere del Mezzogiorno tra il 2009 e il 2010 ha dovuto sottoporsi ad un trapianto di fegato, che le ha restituito una nuova speranza di vita. Una vita che da quel lontano 1972 non è e non sarà più la stessa.

Per questo motivo la donna, consigliata dai figli che non le hanno mai negato il sostegno morale ed economico, ha deciso di fare causa allo Stato. Ma dopo 47 anni, Maria Rosaria è ancora in attesa di un risarcimento che forse non avrà mai. Perchè anche se nel 1992 venne approvata una legge che obbligava lo Stato a indennizzare le vittime quando veniva certificata la connessione tra trasfusioni infette e lo scatenarsi delle patologie connesse, il Ministero della Salute continua a rimandare e ad appigliarsi a qualsiasi cavillo legislativo per sottrarsi al suo dovere.

Maria Rosaria, a 74 anni non sa se riuscirà mai ad avere giustizia, data già la sua avanzata età. Ma lei è solo una delle centinaia di vittime che tra gli anni ’70 e ’80 furono sottoposte a trasfusioni di sangue infetto, che hanno trasmesso a questi innocenti non solo l’epatite C, ma anche patologie ancora più gravi come l’Aids. Purtroppo le molte persone vittime di questa “malasanità”, oggi non ci sono più. E i superstiti continuano a morire.

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