Lavoro. Campania da bollino nero, penultima in classifica: in testa le regioni del Nord

disoccupazione giovanile“L’Italia è ancora distante dall’obiettivo sul lavoro di Europa 2020. Il nostro paese è tra gli ultimi per livello di occupazione in Europa insieme ad altri stati del sud, mentre le più alte percentuali di occupati si trovano in paesi del nord e dell’est Ue”. E’ questo l’incipit del report stilato da Openpolis incentrato sull’Occupazione 2020.

Nel dettaglio regionale si legge: “Il nord Italia è uscito dalla crisi, con dei risultati spesso in linea se non al di sopra della media europea in quasi tutti gli indicatori considerati. Al contrario, il mezzogiorno continua a retrocedere, allargando lo storico divario tra nord e sud del paese“. Ancora una volta il Nord Italia si mostra “più garante del lavoro” rispetto al Sud, dove la situazione sembra essersi stagnata da anni.

Inoltre nella classifica europea riguardante il tasso di occupazione del 2017, l’Italia resta ferma al penultimo posto solo sopra alla Grecia, con un tasso occupazionale pari al 52,3 con un netto distacco dalla prima in classifica la Svezia che vanta una percentuale pari all’ 81,8. I risultati si basano su un bacino di persone che va dai 24 ai 64 anni.

Soffermandoci ancora su un livello regionale, per capire quanto la crescita italiana sia perfettamente divisa tra Nord e Sud, nella classifica stilata nel 2018, la Campania si guadagna anche in questo caso un penultimo posto nel tasso occupazionale pari al 43,5 distacco profondo se paragonato alla prima in classifica, Bolzano che vanta un 79%. Valutazioni e statistiche compiute su un bacino di occupati compresi tra i 20 e i 64 anni.

Appunto per questa crescita così lenta al Sud e molto più costante al Nord, l’Italia nel 2020 non potrebbe raggiungere l’obiettivo occupazione europeo pari al 75%. Perchè secondo gli studi compiuti da Openpolis l’Italia che attualmente si aggira ad un tasso occupazionale intorno al 62,3 potrebbe subire una crescita di soli 4 punti, raggiungendo un massimo di 67%.

Nell’ottica “di un’occupazione giovanile” la situazione non migliora, perchè anche in questo caso nella classifica europa l’Italia “guadagna” un penultimo posto, dato ricavato su uno studio di un campione di occupanti tra i 20 e i 29 anni.

 

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