Caserta, attacco di camorra all’imprenditore Vitale: incendiate le tombe di famiglia

Foto Facebook-ViviAmo Teverola

La malavita organizzata colpisce in tanti modi diversi. Con le minacce, con le vendette, con lo stato di paura che mantiene in un determinato quartiere o in una famiglia. E sembra che, a distanza di 27 anni dall’omicidio di Giovanni Falcone ad opera della mafia, anche la camorra non smetta di impugnare quell’arma dalla quale il giudice di Palermo raccomandava di guardarsi: la paura.

Questo è in sostanza ciò che è capitato all’imprenditore Roberto Vitale, imprenditore e titolare del servizio di pubblica illuminazione a Teverola. Quest’uomo, oltre che nella tranquillità, sembra sia stato colpito nella sua stessa dignità: come riporta Casertace.net, la cappella di famiglia dove sono sepolti i suoi genitori e le due figlie nate morte è stata pesantemente danneggiata da un incendio doloso. Un lavoro di precisione, che non poteva essere frutto di un incidente. Ma qual è lo scopo di un simile sfregio?

La risposta è molto semplice. Il Comune di Teverola, in cui l’imprenditore vive e con cui si ritrova a lavorare fianco a fianco, è tra i più infiltrati dal clan dei Casalesi in provincia di Caserta. Da tempo la sua ditta, cerca in tutti i modi di combattere i soprusi subite dalla politica di Teverola e dagli uffici della burocrazia e tutte le loro conseguenze: tra queste, il rallentamento dei lavori alla pubblica illuminazione dovuto a una totale mancanza di rispetto del contratto che lo vede come responsabile di questa importante area amministrativa.

Ed è proprio su questo punto che la camorra ha intenzione di mandare un messaggio forte e chiaro. L’evento di stanotte, si è verificato a meno di 48 ore dalla chiusura della campagna elettorale per le elezioni comunali, e a tre giorni dall’apertura delle urne. Un’ulteriore dimostrazione di quanto la disgrazia non sia stata casuale. Roberto Vitale è stato il capro espiatorio di una lotta che riguarda tutti gli abitanti di Teverola: sta ai cittadini, adesso, decidere se e come rispondere con l’arma del diritto di voto.

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