Cambiamo il nome di Piazza del Plebiscito: firma la petizione!

Piazza del Plebiscito

La toponomastica napoletana ignora la storia della città di Napoli. Le strade e le piazze di questa città sono intitolate a persone che non c’entrano nulla con essa o che l’hanno danneggiata, mentre chi l’ha amata e reso grande il suo nome viene dimenticato. È il caso ad esempio dei sovrani che l’hanno condotta al suo periodo di maggior splendore, o di quegli artisti a cui, se sono stati fortunati, sono state dedicate stradine e piazze secondarie, come Totò, i fratelli De Filippo, Enrico Caruso, Vittorio De Sica, Roberto Murolo e così via. Dato che da questo punto di vista le istituzioni dimostrano inettitudine e scarso senso della Storia, allora deve essere compito dei Napoletani e di tutti quelli che amano Napoli omaggiare il suo passato e la sua cultura, così invito tutti a firmare la petizione online per cambiare il nome di Piazza del Plebiscito, intitolandola a Ferdinando I delle Due Sicilie, oppure tornando alla vecchia denominazione di “Largo di Palazzo”. Per raggiungere la petizione e firmarla è sufficiente cliccare qui, di seguito, invece, ve ne riporto il testo:

“Piazza del Plebiscito è la piazza più importante di Napoli, e deve il suo attuale aspetto principalmente a Ferdinando I delle Due Sicilie, il quale fece costruire la basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo della Foresteria (oggi Palazzo della Prefettura) e Palazzo Salerno. La costruzione del palazzo Reale si deve invece al viceré Fernando Ruiz de Castro, che fece inglobare nella struttura il vecchio palazzo fatto edificare da un altro viceré, don Pedro de Toledo. Le vecchie denominazioni della piazza sono state “Foro Regio” e “Largo di Palazzo” (ancora oggi c’è chi utilizza quest’ultimo nome per indicarla), mentre è diventata “Piazza del Plebiscito” in seguito al plebiscito di annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna, tenutosi il 21 Ottobre 1860.
Tuttavia, come molta storiografia adesso riconosce, di quel plebiscito non si può dire che sia stato trasparente. Il prefetto di Polizia Liborio Romano, infatti, affidò alla camorra, capitanata dal guappo Tore ‘e Crescienzo, Salvatore De Crescenzo, il compito di favorire l’ingresso a Napoli di Garibaldi e di supervisionare il plebiscito, per il quale il voto era non segreto ma palese, così che il popolo onde evitare i soprusi votasse “SÌ” all’annessione.
A nostro avviso sarebbe opportuno mutare il nome di Piazza del Plebiscito, alla luce di questi fatti, in modo da rimuovere l’ipocrisia che insiste dietro tale denominazione, e ripristinare il rispetto per la Storia e per la città di Napoli. La nostra proposta è quella di intitolare la piazza a Ferdinando I delle Due Sicilie, o, in alternativa, tornare alla vecchia denominazione di “Largo di Palazzo”, la quale, come detto sopra, è ancora oggi utilizzata dai cittadini napoletani”.

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