Il Magnifico lascia a bocca aperta l’Italia: firma un capolavoro e riaccende i sogni di gloria

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Aggettivi comuni per descrivere la perfezione del goal di Insigne, siglato con la maglia della Nazionale italiana impegnata allo Juventus Stadium contro la Bosnia, non avrebbero a prescindere la giusta forza descrittiva che possa solo rendere con una seguenza di lettere, quella poesia che si è scritta in circa 2 secondi di gioco.

Un’azione su calcio d’angolo. Alla postazione di regia il giovane Bernardeschi, uno sguardo fugace in area prima che la sua attenzione venisse canalizzata dal talento napoletano, in posizione più larga e distaccata dal rettangolo piccolo di gioco. L’attaccante della Juventus ha scelto, si prepara e alza con eleganza la palla che si trasforma in una parabola perfetta con obiettivo Insigne. Il napoletano è un fuoriclasse, la palla non ha mai avuto segreti per lui. Si coordina alla perfezione mentre il destro già freme. Tiro a volo, siluro perfetto che squarcia la difesa e la palla è in rete.

Certo, a mente fredda è stato facile ricostruire l’azione da gol. Ma l’emozione live è stata tutta un’altra storia.

Un gol che dice tanto, troppo di questo piccoletto talentuoso. Un attaccante giovane, duttile e polivalente, capace di girare la zona d’attacco in lungo e in largo senza mai sfigurare. E anche se la bassa statura non è una delle caratteristiche principali per definirlo una prima punta pura e fisica, lui riesce a compensare perfettamente questo stereotipo, con quella classe e quella tecnica dilaniante. Perchè il fiuto è quello, di un cacciatore di gol.

Oggi i quotidiani sportivi sono letteralmente impazziti per il Magnifico. Promosso da tutti con un bell’8 in pagella. Anche se nel primo tempo di Italia-Bosnia c’ha messo un pò a carburare, senza sfigurare, nel secondo tempo è stato perfetto, perchè non solo firma il goal del pareggio 1 a 1, ma ci mette lo zampino anche nella rete di Verratti, che serra in cassaforte la vittoria degli azzurri.

Questa è la risposta a chi diceva che Lorenzo Insigne non sarebbe mai stato capace di esprimere la sua bravura calcistica in Nazionale nella stessa misura in cui ha fatto vedere nel Napoli. Un concetto tanto assurdo quanto inconsistente nelle motivazioni di supporto. Anche perchè da quanto in qua, un professionista centellina il suo talento? Se si è davvero campioni, non importa se la maglia indossata può avere tonalità di azzurro più scura o se i tacchetti calpestano un manto sintetico o semisintetico. Il talento è quello e non si tocca. L’intelligenza e la malleabilità tattica di Insigne è tale da poter esprimersi al meglio anche con compagni di squadra “non quotidiani”. E poter competere a pari livelli con i campioni italiani.

Lorenzo Insigne è un patrimonio umano del calcio mondiale. E basta. Tutto il resto è solo criticismo facile, vano, inconsistente e ignorante.

 

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