Napoli, è di nuovo emergenza rifiuti in alcune zone: con il caldo l’aria è irrespirabile

Napoli – Il problema spazzatura sembrava essere ormai un problema superato. Ma girando per alcune zone di Napoli si può notare come il fenomeno sia ancora oggi alla ribalta.

L’area Nord rimane sempre l’aria più colpita. Sono giorni che non viene raccolta l’immondizia, e dentro questi contenitori ci si può trovare di tutto, materiali riciclabili e non. Addirittura è possibile trovare materiale industriale facendoci ricordare il fenomeno di qualche anno fa.

L’accumulo di immondizia è già di per se un fetore nauseabondo, ma quando in aggiunta c’è il calore del sole, allora la puzza diventa insopportabile.
L’aria viene inquinata, i turisti scappano, i rom vanno a caccia di chissà quali tesori per poi poterli rivendere.
Insomma sembra uno scenario da film, ed invece ci troviamo sempre a Napoli. Il Comune sta cercando di mettere a disposizione tutte le sue forze per risolvere il problema. Da poco infatti sono entrati in azione i bobcat e gli autocompattatori che stanno lentamente e faticosamente cominciando a liberare le strade.

A tutto questo si aggiunge anche una tassa sulla spazzatura, la TARI, che crea malcontento tra i cittadini, costretti a pagare un servizio che non funziona neanche lontanamente.

Alcuni cittadini residenti a Scampia ci hanno segnalato la presenza di cumuli di rifiuti lungo le strade del quartiere, riferendo che l’Asia non effettua la raccolta da circa una settimana. Si tratta di un problema che va risolto a strettissimo giro attraverso un’opera di bonifica capillare di tutte le strade invase dai cumuli di rifiuti. Abbiamo inviato una segnalazione all’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti chiedendo di intervenire quanto prima”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli. “L’approssimarsi dei primi caldi potrebbe aggravare il problema dei cumuli di rifiuti per le strade di Scampia. Bisogna assolutamente ripulirle prima che tale condizione generi un’emergenza igienico-sanitaria”.

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