Stadio San Paolo. Simbolo di Napoli che rinasce: ma la vera sfida ora tocca a noi

STADIO SAN PAOLO
Foto sasoart

Signori e Signore ecco a voi lo Stadio San Paolo.

Finalmente le attese sono finite e ieri il colosso di Fuorigrotta ha stupito tutti. Perchè alla cerimonia d’apertura delle Universiadi, che si è svolta ieri sera, il vero e assoluto protagonista è stato proprio lui l’attempato San Paolo che grazie ad un “cura speciale” si è svecchiato di almeno 30 anni.

Nulla da togliere ovviamente allo spettacolo che il geniale Marco Balich è riuscito a mettere in scena, con una sequenza di colpi d’effetto che ha fatto strabuzzare gli occhi a tutti. Ma quel palcoscenico azzurro, decorato da un Vesuvio in continua eruzione di colori e luci ha lasciato tutti senza fiato.

Dalle prime sensazioni raccolte a caldo da chi ieri era allo stadio, tutti hanno ripetuto come un ritornello instancabile che: “le foto non rendono affatto il colpo d’occhio e la bellezza di questo stadio”. Ed è proprio vero.

Grazie ai lavori di ristrutturazione il San Paolo sembra aver ritrovato l’attesissima e vera giustizia alla storia che solo “lui” può raccontare. Quella di successi, di glorie e di leggende che hanno calpestato quel manto verde rigenerato. Quanto è bello ed orgoglioso ora dire: “Guardate, alzate gli occhi, stupitevi, innamoratevi, tremate di gioia perchè in questo luogo, in questo piccolo angolo di paradiso azzurro è nato il mito di Diego Armando Maradona”.

E così, si alza lo sguardo, le pupille si dilatano, il fiato si fa più corto, il cuore batte un pò di più perchè davati a cotanta bellezza, tutti e dico tutti dobbiamo solo inchinarci davanti a questo San Paolo.

L’azzurro, la tecnologia, i tabelloni rifatti, le luci potenziate, i bagni, gli spogliatoi, la pista d’atletica e ancora azzurro, azzurro sempre e dovunque, coprono, sbiadiscono fino a cancellare il ricordo del moribondo vecchietto di qualche mese fa, un pò sgangherato, sporco e a tratti indecoroso.

Ma non è stata questa la sfida più grande, non è stato il rimettere al nuovo una struttura vecchissima, la vittoria più grande della città di Napoli. Perchè la vera sfida non è ancora cominciata. E cioè: curare, rispettare, procrastinare la bellezza di questo stadio, soprattutto nell’ormai vicinissimo periodo di “calcio e campoionato”.

Per questo l’appello va a chi, su quello stadio ci sarà di pomerigio, di notte, con il sole e con il freddo per seguire le vicende calcistiche del Napoli: amatelo, rispettatelo. Perchè questo stadio è quello che la città di Napoli e la squadra merita. Specchio di un popolo e di una città “da serie A”. E questa “up class” che abbiamo guadagnato onestamente con sudore e sacrificio, tuteliamola. Perchè se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno al nostro posto.

E dimostriamo che Napoli è tutt’altro, perchè Napoli..è tutt’altra cosa.

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