Eruzione improvvisa a Stromboli: l’esperto spiega perché al Vesuvio non può succedere

L’improvvisa “eruzione” del 3 luglio del vulcano Stromboli ha causato tanta paura, specialmente perché essa non era stata assolutamente prevista.

Ciò può provocare o aver provocato anche il panico degli abitanti di Napoli e della Campania, poiché così come non è stato possibile prevedere l’eruzione dello Stromboli, allo stesso modo potrebbe risultare imprevedibile anche quella del Vesuvio o quella dei Campi Flegrei. Questa cosa però non è vera a partire dal fatto che quella dello Stromboli non è stata un’eruzione, bensì si è trattato di un evento parossistico. Esso infatti si differenzia totalmente dall’eruzione, essendo l’evento parossistico imprevedibile.

Cos’è un evento parossistico e perché esso è diverso dall’eruzione ce lo spiega Geologiapop in un video pubblicato su Facebook.

“Quella che c’è stata allo Stromboli il 3 luglio non è un’eruzione bensì un evento parossistico. Esso è un evento tipico di un vulcano attivo a condotto aperto, cioè dove c’è continua risalita di materiale e che improvvisamente ha una variazione di questo materiale che erutta aumentando, quindi si ha un’esplosione. Ma è un’esplosione in un contesto di risalita continua di materiale.

Questo tipo di evento parossistico, non è prevedibile. Invece, un’eruzione è qualcosa di nettamente diverso perché interessa un vulcano a condotto chiuso, che ha un tappo ed è tipico di vulcani che non esplodono da decine di anni, come il Vesuvio o i Campi Flegrei le cui eruzioni ultime sono state rispettivamente nel 1944 e nel 1538 col Monte Nuovo.

Il Vesuvio ha caratteristiche completamente diverse dallo Stromboli. Esso è a condotto ostruito mentre lo Stromboli no. Quindi un’eruzione a differenza di un evento parossistico è molto più prevedibile, perché offre dei segnali premonitori. Per esempio, segnali sismici, i terremoti, o segnali geochimici come la composizione chimica delle fumarole, dei gas che escono.

Queste fumarole prima dell’eruzione mostrano una composizione chimica diversa. Quindi monitorando il tutto si può capire quando ci può essere una eventuale eruzione.

Ovviamente senza dimenticarci che in questo contesto di rischio vulcanico c’è sempre una parte di incertezza. L’incertezza fa parte delle scienze”.

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