Navigator scrive a De Luca: “Costretto a emigrare. Lascio moglie e figli in Italia”

Foto Facebook-Navigator Campania

Una disillusione pungente, e al tempo stesso un barlume di speranza nelle possibilità della sua terra. È questo che traspare dalla lettera del navigator campano Raffaele Annunziata a Vincenzo De Luca. A breve, Raffaele sarà costretto a emigrare, lasciando in Italia moglie e figli, per trasferirsi in Irlanda, dove lo aspetta già un lavoro.

Egregio Presidente De Luca, siamo agli ultimi giorni di un’estate in cui noi 471 navigator campani, assieme alle nostre famiglie, siamo stati costretti in un limbo da un teatrino politico, mentre nelle altre 18 regioni i vincitori  della  selezione venivano contrattualizzati“. Parole che agiscono come un pugno nello stomaco per tutti i campani.

Per quel che mi riguarda,quest’assurda estate terminerà il 19 di questo mese. Salirò su di un aereo e bye bye Italia: in meno di tre ore sarò in Irlanda, dove, oltre a liberarmi dell’afa, troverò ad attendermi un lavoro economicamente gratificante. Potrei dunque definirmi“a lucky guy”,un ragazzo fortunato, se non fosse che dovrò lasciare in Italia mia moglie e i miei due bimbi speciali di 7 e 3 anni“.

Raffaele definisce i suoi figli “speciali”, una caratteristica che a quanto pare non è ancora riconosciuta da chi di dovere, considerando che le terapie necessarie ai suoi bimbi sono interamente a suo carico. In questa situazione familiare e considerata la sua preparazione, il concorso per diventare navigator sembrava un’opportunità perfetta.

Ho passato notti insonni a prepararmi. Credo che a superare la selezione mi abbia aiutato soprattutto la determinazione e la disperazione di chi sa che un’occasione simile non gli si ripresenterà a breve. Quando ho inoltrato domanda di partecipazione alla selezione, mi sentivo garantito dal fatto che fosse una selezione pubblica, gli attori in campo erano le Istituzioni”.

Una speranza più che comprensibile, che però è stata disillusa nel momento in cui la Regione Campania non ha firmato la convenzione con Anpal. “Come può essere credibile quando sostiene che non firmerà la convenzione con Anpal in nome della lotta al precariato? Il vero precariato si combatte anche moltiplicando le opportunità di lavoro, rendendo il mercato del lavoro più florido di opportunità, non più arido“.

La lettera del navigator si conclude con un accorato appello, che fa intravedere un barlume di fiducia nelle Istituzioni. “Questo incarico di collaborazione […] rappresenta una possibilità di riscatto e di affermazione della nostra terra. Non ci neghi questa opportunità e consenta a 471 risorse altamente qualificate di mettere finalmente le loro competenze al servizio della propria terra e della propria gente”.

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