Resti di torte e rifiuti a San Martino. I Verdi: “Il belvedere è ridotto a un porcile”

Il belvedere di San Martino sporco di resti di torte e festeggiamenti: questo è lo spettacolo che si presenta spesso e volentieri davanti agli occhi di chi vorrebbe godersi una meraviglia della nostra città. San Martino, dopo ogni compleanno festeggiato lì, appare come una triste distesa di rifiuti. Un fenomeno che non poteva non provocare la denuncia dei Verdi.

Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e lo speaker di Radio Marte Gianni Simioli richiamano l’attenzione su queste manifestazioni di inciviltà.  “Continuano ad arrivarci segnalazioni circa le condizioni in cui appare il belvedere di San Martino di primo mattino. Una distesa di resti di torte e piatti sporchi, bottiglie rotte e fazzolettini di carta.

Come noto il belvedere è uno dei punti preferiti per festeggiare compleanni e altri eventi. Peccato che i festeggiati spesso e volentieri lascino tutta la spazzatura che hanno prodotto sul posto, riducendo uno dei spazi più suggestivi della città ad un porcile. Denunciamo da tempo questo malcostume e invochiamo un cambiamento di rotta.”

La cosa peggiore è che solitamente a lasciare il belvedere in queste condizioni pietose siano proprio i giovani, coloro che dovrebbero essere maggiormente educati al rispetto per il territorio. “Ci fa male prendere atto che il futuro della nostra società è addirittura più incivile degli adulti“, commentano Verdi e Simioli, che al tempo stesso esigono un intervento delle autorità.

Dinanzi a comportamenti del genere risulta stucchevole chiedere maggiori controlli. Invocare che la polizia municipale vada a tampinare chi non ha neanche la decenza di portare via i resti i una torta è assurdo. Ci chiediamo dunque quando cambierà questo modo di fare? Quando le persone capiranno che gli spazi urbani sono da preservare e non da sporcare?“.

Guardare il belvedere di San Martino sporco per via dell’inciviltà di alcuni non dovrebbe lasciare indifferente nessuno di noi. Possiamo solo augurarci che le autorità si mobilitino per tutelare uno dei tesori più preziosi di Napoli.

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