Rapporto sull’immigrazione: Napoli quinta in Italia per numero di residenti stranieri

Il Rapporto Immigrazione redatto da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes è stato presentato questa mattina a Roma, e ha evidenziato dati alquanto interessanti per l’Italia e per la Campania. Non solo il nostro paese si colloca al terzo posto nell’Unione Europea per tasso di immigrazione, ma Napoli risulta essere al quinto posto tra le province italiane per numero di residenti stranieri.

È sorprendente constatare che ad oggi il nostro paese ospita ben 5.255.503 cittadini stranieri regolarmente residenti, l’8,7% della popolazione totale. La politica assunta dal primo governo Conte e sostenuta apertamente dal Ministro dell’Interno Salvini sembrava condurre l’Italia in tutt’altra direzione.

Oltre ai dati del Rapporto Caritas-Migrantes, anche le azioni intraprese dal governo Conte bis fanno ben sperare in una svolta nell’annosa questione dell’immigrazione. Pochi giorni fa il nuovo Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha infatti firmato l’accordo di Malta, secondo il quale un migrante che sbarca in Italia sbarca di fatto in Unione Europea.

Ad apparire soprendenti, però, sono anche alcuni numeri del Rapporto Immigrazione riguardanti le regioni italiane. Ad oggi la popolazione straniera sul territorio italiano risiede prevalentemente nelle regioni più sviluppate del Nord (57,5%, al primo posto la Lombardia) e in quelle del Centro (25,4%), com’era prevedibile. Nel Mezzogiorno è decisamente più contenuta e si attesta intorno a un 12,2%, sebbene sia in crescita.

Tuttavia, le province nelle quali risiede il maggior numero di cittadini stranieri sono Roma (12,8% della popolazione totale), Milano (14,5%), Torino (9,8%), Brescia (12,4%) e Napoli (4,4%). Il capoluogo campano si colloca così al quinto posto per numero di residenti stranieri. Un’ulteriore conferma della crescita del Sud Italia, che sebbene lenta è comunque in corso, e parte proprio dalla nostra regione.

Stando al rapporto, al momento le comunità straniere più consistenti sono quella romena (1.206.938 persone, pari al 23% degli immigrati totali), quella albanese (441.027, 8,4% del totale) e quella marocchina (422.980, 8%). Anche le motivazioni dell’ingresso in Italia sono in costante cambiamento. Sono in diminuzione gli ingressi per motivi di lavoro, mentre aumentano quelli per motivi di asilo e protezione umanitaria.

Il quadro globale della situazione ci fa comprendere sempre più a fondo quanto sia importante occuparsi della questione migranti. Promuovere il dialogo e la collaborazione con gli altri paesi dell’Unione Europea è più urgente che mai ai fini di abbandonare una politica dei “porti chiusi” che si è rivelata non solo dannosa, ma a quanto sembra poco efficace.

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