Operò ragazzo per una frattura, in realtà era un tumore: medico condannato per omicidio

dottore casertaNel 2014 un 20enne di Caserta è morto a seguito di un intervento errato da parte dei medici. Il dottore aveva frainteso un tumore con una frattura ossea. È stato quindi condannato ad un anno di reclusione per omicidio colposo.

Mio figlio non me lo ridarà nessuna sentenza. Ma almeno giustizia è stata fatta“. Queste le parole riportate da Edizione Caserta del papà della vittima Giuseppe Natale, dopo la sentenza.

È la sfortunata vicenda di Domenico Natale, un giovane ragazzo nato a Caserta cui fu diagnosticata una frattura al ginocchio. Pochi mesi prima della sua morte infatti, nell’aprile del 2013, Domenico lamentava un dolore alla gamba. Dopo neanche un mese Domenico ed il papà si presentarono al cospetto di Felice Carsilio, un ortopedico di Roma. Tale Carsilio sosteneva che quella fosse chiaramente una frattura.

Domenico è stato quindi operato per una frattura al ginocchio. In realtà però l’ortopedico ha commesso un clamoroso errore perché quello era un tumore. Operarlo per una frattura non ha fatto altro che scatenare una neoplasia che fino a quel momento era stata latente. Al dottore quindi non è rimasta altra strada se non quella dell’amputazione. Non è la prima volta tra l’altro che si commette un errore del genere.

Dopo l’amputazione le cose non hanno fatto altro che peggiorare. Fino a che nell’ottobre dell’anno successivo, il povero Domenico si è spento alla giovanissima età di 21 anni, dopo aver addirittura avuto la lucidità di firmare per donare gli organi.

Finalmente quindi un poi di pace per la famiglia. Vero è che nessuno potrà far tornare indietro il tempo, ma quanto meno giustizia è stata fatta con la condanna dell’ortopedico. Infatti il giudice monocratico Maria Teresa Cialoni ha anche condannato il dottore a una provvisionale immediatamente esecutiva di 195mila euro.

Una piccola vittoria che rende giustizia a Domenico e a tutta la sua famiglia. I suoi parenti infatti erano tutti in tribunale, compreso la sorella che per motivi familiari si trovava a Caserta, che ha partecipato con una videochiamata.

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