Un tuffo nel passato: 3 oggetti che abbiamo amato alla follia e oggi non ci sono più

vintage

Oggi sarebbero considerati vintage, parliamo di oggetti che hanno dominato gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90! Ecco quelli che hanno segnato le epoche e che oggi sono solo un lontano ricordo.

Quando la musica si ascoltava con il walkman

Oggi usiamo il cellulare per fare qualsiasi cosa, ma negli anni Ottanta non era tutto così semplice! Oggi basta un semplice click ed una connessione internet per ascoltare la musica che ci piace, ma all’epoca non c’era internet e non esisteva lo streaming. La musica “in movimento” si ascoltava tramite il walkman! Di certo gli adolescenti di allora non potevano portar con sé gli ingombranti LP e come alternativa avevano le musicassette.

Il walkman aveva la funzione di riprodurre le musicassette e fu un’invenzione che nel 1979 rivoluzionò il modo di sentire la musica, un po’ come l’mp3 agli anni 2000! In realtà il walkman sembra essere nato in Giappone, nel Regno Unito e negli Stati Uniti fu un vero successo e costava ben 200 dollari.

Durante gli anni ’80 si susseguirono vari modelli di walkman, alcuni avevano non solo la funzione di riprodurre la musica, ma erano capaci anche di registrare con una qualità del suono molto alta per l’epoca, tanto che venivano usati anche dai giornalisti. Durante la metà degli anni ’80, il walkman era all’apice del successo. Veniva venduto a prezzi bassissimi ed era diffuso tra i giovani di tutte le età.

Negli anni ’90 e a seguire negli anni 2000, con l’invenzione dei lettori cd e dei lettori mp3, le vendite del walkman diminuirono drasticamente e la sua produzione terminò nel 2010. Tuttavia alcune aziende ancora producono modelli ispirati al walkman, ma con un tocco moderno perché dotati di collegamento a pc e porte USB.

Quando non c’era il word c’erano le macchine da scrivere!

Adesso sono dei veri e propri oggetti storici e per gli appassionati sono l’apoteosi del retrò: si parla delle macchine da scrivere! Questo strumento che serviva a redigere e produrre documenti in tempo rapido ha origine nel diciannovesimo secolo. L’inventore ufficiale è Giuseppe Ravizza che brevettò la sua invenzione sotto il nome di cembalo scrivano nel lontano 1846.

La vera e propria commercializzazione della macchina da scrivere si comincia ad avere dal 1874 dalla Remington and sons. Uno strumento comodo e utilissimo, le macchine da scrivere più famose e più moderne sono indubbiamente state create dall’azienda Olivetti! Allora, era una delle più ricche e all’avanguardia per quanto riguardava gli strumenti di scrittura e di calcolo.

Dal 1935 agli inizi 2000 i modelli di macchina da scrivere sono stati numerosi. Le più famose erano la Olivetti Valentine del 1969 (il suo soprannome è rossa portatile) e le Lettera 25 e Lettera 35 diffuse negli anni ’70. Le macchina da scrivere avevano una tastiera alfanumerica e dei braccetti meccanici che servivano ad imprimere la lettera sul foglio colpendo prima un nastro ad inchiostro.

In seguito furono inventate anche le macchine da scrivere elettriche, più veloci e leggere, ma con l’avvento del computer e dei programmi di videoscrittura le macchine da scrivere sono diventati dei veri e propri cimeli storici.

Quando i film si registravano con il videoregistratore!

Prima del famoso lettore DVD, del famoso BLU-RAY e del più comodo streaming, il sapore del cinema in casa aveva il nome del videoregistratore. Erano molto popolari negli anni ’80 e ’90, ma ora non si usano più.

Il videoregistratore era usato per la videoregistrazione, ossia il dispositivo permetteva di registrare su nastro magnetico o altri supporti di memorizzazione i canali video e audio provenienti dalle televisioni. Questo oggetto “magico” è stato inventato negli anni ’50 e si chiamava VRX-1000 e fu messo in commercio per la prima volta nel 1956. Ma questo tipo di videoregistratore presentava un grande difetto. L’audio aveva un fruscìo fastidioso, un difetto che nel 1967 Ray Dolby corresse costruendo il primo videoregistratore silenzioso.

Negli anni ’60 i videoregistratori erano abbastanza costosi e molto ingombranti perché usavano nastri da 1 0 2 pollici, ma negli anni ’70 la Sony inventò il sistema delle bobine compatte o meglio il sistema videocassetta! Venne chiamato U-matic, ma per il costo eccessivamente elevato, era aperto ad un mercato più professionale, che domestico. Una vera è propria svolta la da la Philips  che inventa l’N1500 con cassette VCR e risulta il primo videoregistratore ad uso domestico. Il difetto? La cassetta durava massimo sessanta minuti!

Dopo il VCR venne il Betamax della Sony, era migliore dal punto di vista della qualità audio video, ma per il suo costo eccessivo non ebbe molto successo. Finalmente durante la fine degli anni 70 arrivava il VHS vero e proprio inventato dalla JVC. Il sistema aveva una qualità audio/video molto bassa, ma una durata di registrazione che superava le 4 ore!

Purtroppo questo sistema di videoregistrazione analogico sul nastro agli inizi anni 2000 cominciò ad essere sostituito dai più moderni lettori digitali su disco rigido e oramai da più di 15 anni i videoregistratori non si vendono più nei negozi. 

Oggi siamo abituati ad avere apparecchi super sofisticati, come computer all’avanguardia e smartphone che possono svolgere le funzioni più disparate! Ma negli anni precedenti le suddette invenzioni hanno rappresentato una vera rivoluzione della tecnologia e se oggi abbiamo tanti apparecchi sofisticati e di alta qualità lo dobbiamo anche un po’ a loro.

FONTI 

Walkman Central.com 

Typewriter- britannica.com 

Videocassette recorder- britannica.com

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