Si tuffa nella Reggia di Caserta, poi minaccia: “Ti taglio la testa e ci gioco”

Ieri, mercoledì 30 ottobre 2019, il napoletano Paolo Sforza ha fatto irruzione a bordo della sua automobile nel parco della Reggia di Caserta. Generalmente, i giardini dell’edificio storico non sono accessibili alle vetture, salvo quelle del personale. Come se non bastasse, l’uomo è sceso dalla macchina, si è tolto la camicia e si è tuffato nella vasca di Venere e Adone.

La stessa bravata l’uomo l’aveva fatta tempo fa anche nella fontana di Trevi, a Roma. Secondo le sue dichiarazioni, avrebbe semplicemente voluto dimostrare che la sicurezza del luogo è scarsa o inesistente. Effettivamente, il suo ingresso in auto e le sue azioni l’hanno dimostrato, ma probabilmente il suo atteggiamento non è quello di un semplice manifestante. Cosa che comunque non avrebbe giustificato un attacco così diretto ad un patrimonio artistico e culturale come la Reggia.

Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il conduttore del programma radiofonico “La Radiazza”, Gianni Simioli, hanno invitato Sforza ad intervenire nel corso della trasmissione per spiegare le sue ragioni. Le sue dichiarazioni, però, hanno evidenziato solo un carattere violento mosso dalle motivazioni più becere.

“Lo abbiamo chiamato per avere spiegazioni – raccontano Borrelli e Simioli –. Volevamo capire le ragioni di un gesto così eclatante che appare contrario ad ogni logica di rispetto di un monumento storico come la Reggia di Caserta. Invece Sforza e il suo manager si sono lasciati andare ad una serie di stucchevoli vaneggiamenti prima di arrivare addirittura alle minacce. Un fatto assurdo che denota la cialtronaggine di questi due soggetti”.

Addirittura, sentendo la registrazione si sente chiaramente che l’uomo minaccia Borrelli dicendo: “Ti taglio la testa e ci gioco a pallone”.

“Ho deciso di presentare denuncia alle forze dell’ordine per le minacce di questo individuo – prosegue Borrelli –, non mi faccio certo intimidire dalle sue parole. Ne risponderà nelle sedi competenti. E spero vivamente che la sua bravata all’interno della Reggia non resti impunita”.

Qui è possibile ascoltare il suo intervento.

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