Un napoletano a New York: “Siete tutti immigrati del c…”

New York

Federica Frascogna riporta l’esperienza a New York di Lorenzo Sepe, un giovane napoletano di 25 anni che si è trasferito nella Grande Mela per studiare, e che lavora per mantenersi. Lorenzo ha spiegato le difficoltà nel guadagnare abbastanza da essere in grado di pagare l’affitto, nonostante lavori tantissimo. Le condizioni di lavoro per chi non è americano sono difficilissime: si lavora in nero, venendo sfruttati, sottopagati, discriminati, e appena apri la bocca sei licenziato. Una volta, racconta il giovane, è stato in piedi per sette ore consecutive, dalle 17 alla mezzanotte, per lavare i piatti, senza nemmeno una piccola pausa.

I datori di lavoro hanno comunque il gioco semplice, perché le categorie discriminate (immigrati di diversa nazionalità, persone di colore), piuttosto che unirsi e combattere contro chi li sfrutta, litigano tra loro. Così, una volta, quando stava litigando con un messicano, il suo capo ha chiuso la lite con l’affermazione: “Finally you are all fucking immigrants”, alla fine siete tutti immigrati del c… Italiano, messicano, cubano, portoricano, asiatico, bianco, nero, non importa: nessuno vale niente, quello che conta sono i soldi.

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