“Tornare a casa per Natale costa troppo”: “terrone” a Milano organizza bus collettivo

Sono tantissimi i meridionali costretti a lasciare la propria regione per cercare un’occupazione. Alcuni riescono a trovare lavoro in Italia, altri devono trasferirsi all’estero per rincorrere l’agognata indipendenza.
Trasferirsi in un’altra città, lontani dai propri affetti e dalla proprie abitudini può essere uno stimolo e un’occasione di crescita, ma implica anche una serie di difficoltà.

Quando lasciamo il posto in cui siamo nati e cresciuti, abbandoniamo la nostra zona comfort e siamo portati a fare i conti con una serie di problematiche. Impariamo a contare solo su noi stessi, iniziamo a capire cosa significa arrivare a fine mese, sperimentiamo la mancanza delle persone che avevamo avuto sempre vicine.

Ci ritroviamo a fare il conto alla rovescia alle giornate di festa, perché questo significa correre verso il nostro punto di origine, riunirci con le persone che amiamo.
Ma cosa succede se anche questo diventa un ostacolo?

Stefano, 25 anni, di Salerno si è trasferito nel 2016 a Milano. In una mano il manico di un trolley, nell’altra un contenitore di polistirolo che qualsiasi campano saprebbe identificare come lo scrigno di una mozzarella.
Stefano, su Facebook e Instagram, è unterroneamilano. Nella sua descrizione ritroviamo:

“Nasce, a maggio del 2018, la pagina instagram di unterroneamilano che in pochissimi mesi si è evoluta tantissimo arrivando a creare una bellissima community di persone: del sud, del nord, straniere”

Attraverso il blog personale, Stefano ci racconta pezzetti della sua vita di ragazzo meridionale trasferitosi nel capoluogo lombardo.
Qualche giorno fa, Stefano ha scritto delle parole che hanno riscosso molto scalpore.
Con il post in questione, si è rivolto ad alcune aziende di trasporto e ai nostri politici:
“Cara Trenitalia, cara Ryanair, cara Politica italiana, qui è un semplice terrone a Milano che vi scrive, ma lo fa con il cuore in mano e a nome di tutti quelli come lui. Non siamo stupidi, siamo ben consapevoli che l’economia si fondi sulla legge della domanda e dell’offerta e che siamo davvero in tantissimi a voler tornare a casa per le feste”.

Però, non pensate che sia poco carino lucrare sul nostro affetto, sulla nostra nostalgia, sul nostro bisogno di passare un semplice Natale in famiglia? Non fraintendeteci, non vogliamo fare polemica con voi, anche perché sarebbe del tutto inutile.

No! Noi vogliamo farvi una semplice e gentile richiesta: non fateci spiegare a nonna che non potremo passare la sera della vigilia giocando a carte con lei perché il biglietto costa troppo; non fateci spiegare a mamma che non potremo apparecchiare la tavola per il cenone perché il biglietto costa troppo;

non fateci dire a papà che dovrà guardare “Una poltrona per due” da solo perché il biglietto costa troppo. Fateci tornare a casa a un costo decente, per favore!».

Alla fine del post, troviamo una richiesta di condivisione. Questa condivisione c’è stata in modo significativo, tanto da far diventare il messaggio virale.
Stefano è riuscito a muovere qualcosa, è stato contattato da un’azienda privata che gli ha messo a disposizione un pullman di 87 posti.
Ma c’è ancora di più, grazie ad alcuni sponsor ci saranno anche dei biglietti “sospesi”, titoli di viaggio già pagati per chi non ha la possibilità di affrontare neanche una spesa esigua.

“Il bus partirà da Milano alle 19 del 20 dicembre e farà tappa a Napoli, Cosenza e Catania – spiega Stefano, che si occupa di comunicazione digitale –. Grazie all’azienda che ha fornito il pullman e agli altri sponsor, si potrà risparmiare anche il 50%”.

Il ragazzo ha continuato: “Non mi aspetto che lo Stato ci paghi i biglietti o che faccia delle tariffe particolari solo per noi, ma sarebbe bello che in un paese diviso in due come il nostro, fossero messe in atto delle iniziative volte a favorire i trasporti interni”.

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