Nathaly Caldonazzo: “Se Massimo non avesse girato Il Postino sarebbe ancora vivo”

Massimo TroisiIl grande Massimo Troisi diceva sempre che “voleva farlo con il suo cuore”. Questa è la frase dell’attore divenuta celebre poco prima dell’inizio delle riprese del suo ultimo film capolavoro, “Il Postino”. Nathaly Caldonazzo, sua ultima compagna fino alla morte, ha ricordato questa frase e questa vicenda negli ultimi giorni in televisione.

La showgirl, infatti, ne ha parlato al programma “Vieni da me” su Rai 1 condotto da Caterina Balivo. Ciò che la compagna di Massimo Troisi ha voluto sottolineare è che, se non avesse girato “Il Postino”, probabilmente Massimo sarebbe ancora vivo tutt’ora.

La Caldonazzo ha ripercorso durante l’intervista la vita del suo amato attore napoletano focalizzandosi sui momenti più duri della malattia cardiaca che lo colpì. Le sue parole: “Siamo andati negli Stati Uniti a Houston per un controllo, appena i dottori l’hanno visitato gli hanno detto che aveva il cuore di un 70enne e hanno deciso di operarlo subito.

Massimo era molto molto preoccupato e poi purtroppo non andò bene l’operazione, i medici non mi davano belle notizie, lui era su questo lettino e mi chiedeva cosa avevano detto i dottori, e io dicevo “tutto bene amore, tranquillo” ma mi mettevo le unghie dentro le mani per non piangere perché io tutta questa forza non ce l’avevo, a me i dottori dicevano che l’operazione era andata malissimo e che non sapevano se ce l’avrebbe fatta a tornare in Italia.

“Dopo un mese e mezzo chiusi in quell’ospedale, dacché dovevamo rimanere una settimana, siamo tornati in Italia devastati, io pesavo 49 kg lui qualcuno di più e poi lui decise a tutti i costi di fare questo Postino che è un capolavoro lo sappiamo tutti quanti però forse se non l’avesse fatto sarebbe ancora vivo.

Lui avrebbe dovuto subire un trapianto prima di fare questo film, però lui diceva sempre che lo voleva fare col suo cuore. E cambiò il finale della sceneggiatura, perché nel libro Mario non muore, lui cambiò il finale e fece morire il protagonista”.

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