Polizia indaga su Clementino: ha inneggiato all’uso di marijuana

Il rapper Clementino è nel mirino della polizia. Secondo quanto riportato dal Mattino, gli agenti della Digos stanno esaminando le immagini del concerto del rapper partenopeo. Clementino avrebbe infatti inneggiato alla marijuana sul palco.

La sera di Capodanno, il rapper partenopeo si è esibito in Piazza Diaz a Nocera Inferiore. Clementino però ha anche scandalizzato molti dei suoi fan durante l’esibizione, promuovendo l’uso della marijuana. All’inizio ed alla fine ha accolto i suoi fan accorsi ad ascoltarlo, circa 15mila persone, con la frase “Guagliù vi benedico in nome della canna“.

Un saluto abbastanza ambiguo, questo, e le provocazioni non si sono fermate lì. Il cantante ha poi mostrato un enorme spinello, specificando naturalmente che dentro ci fosse del tabacco. Infine, il rapper ha lanciato direttamente dal palco delle bustine con all’interno cartine e filtri: un suo tipico gadget.

La Digos ha dunque deciso di prendere in esame le immagini dell’esibizione di Capodanno. Fonti del commissariato riferiscono che “si tratta di un’indagine per tutelare i tantissimi minorenni presenti ma anche l’amministrazione comunale, ente pubblico, che ha organizzato il concerto”.

La storia di Clementino con la droga, in particolare con la marijuana, merita di essere esaminata attentamente. Da tempo il cantante si era schierato a favore delle droghe leggere, come si evince da un estratto del libro “La profezia di Clementino”.

“Mi voglio battere per la legalizzazione delle droghe leggere, perché secondo me è assurdo mettere sullo stesso piano la marijuana, che è una pianta sana che cresce sulla terra, con l’eroina o con la coca che sono m***a“.

Il rapper, tuttavia, ha anche avuto modo di mettere in guardia i suoi fan sui pericoli delle droghe pesanti. In passato, durante un suo concerto, Clementino aveva avuto il coraggio di parlare apertamente della sua dipendenza da coca, che l’aveva costretto a ritirarsi per un po’ in una comunità.

Sono stato sopraffatto da quella m***a. Sapete come funziona, sei un artista, prima te la offrono, poi la compri e ad un certo punto non sei più tu. Io ero la Iena White, ma non ero più Clemente”. Questo finché non ha avuto il coraggio di liberarsi da quella dipendenza.

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