Conte: “E’ la nostra ora più buia, ma ce la faremo. Anch’io ho fatto il tampone”

In questi giorni ho ripensato ad alcune vecchie letture, a Winston Churchill. Questa è la nostra ‘ora più buia’. Ma ce la faremo“, così scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook in merito all’emergenza coronavirus.

In un’intervista di Repubblica il presidente del Consiglio ha parlato di questo momento drammatico che sta attraversando il Paese. “Voglio essere onesto e chiaro, come sempre: in questo momento è assai difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo e con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando“.

Chi ha fatto circolare all’esterno la bozza del testo ha compiuto un atto irresponsabile, ha continuato Conte – perché l’indebita diffusione del testo non definitivo ha causato confusione e incertezza presso i cittadini“.

Chi non rispetta questa previsione (i divieti di spostamenti da una zona all’altra) vìola l’art. 650 del codice penale. – chiarisce – E se autocertificasse la falsa ricorrenza di una delle tre giustificazioni degli spostamenti, rimarrebbe esposto a una ulteriore sanzione penale“.

Ho fatto anche io il tampone ed è negativo, – ha detto il premier – i miei medici sono premurosi. Mi seguono con attenzione e ho piena fiducia in loro“.

Siamo di fronte a un’emergenza epocale, – ha concluso Conte – a un virus sconosciuto che si diffonde rapidamente e che ha già colpito oltre 90 tra Paesi e territori di tutto il mondo. All’inizio mi sono posto subito un interrogativo: se io fossi ancora un semplice cittadino cosa mi aspetterei dal Presidente del consiglio? La risposta è stata quella che mi do sempre: trasparenza, coraggio, determinazione. Siamo stati accusati di parlare troppo, ma anche di parlare troppo poco. Di essere troppo rigorosi ma anche troppo leggeri. Sarà così fino alla fine. Ma la nostra linea non cambia e la ripeto come un mantra a tutti i ministri e alla macchina organizzativa: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità delle misure“.

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