“A Napoli si rispettano le regole?”: Rete4 usa come modello la Sanità e intervista i passanti

Ennesimo servizio contro la città di Napoli. Questa volta sono le telecamere di Rete 4 a mostrare le immagini delle persone in strada nonostante le raccomandazioni del governo. E, come sempre, sono la Sanità e la Pignasecca a essere utilizzata come modello di riferimento per l’intera città.

Se La7 si domandava: “I napoletani rispettano le distanze sociali?”, arrivando a una sola conclusione, negativa. Stesso interrogativo se lo pone Rete4 nel corso della trasmissione ‘Dritto e Rovescio’, andata in onda ieri sera. Il conduttore, Paolo De Debbio, lancia infatti il servizio interrompendo il discorso di un prete che parlava del divieto di celebrare la messa.

Il filmato dal titolo: “A Napoli rispettano le nuove regole?” mostra l’inviata fare un giro in motorino per la Sanità, il suo tour inizia dai Quartieri Spagnoli dove ci sono persone intente a fare la spesa.

“Guardate lì in fondo tutte le persone che sono in giro questa mattina”.

Alcune di loro vengono intervistate e vengono estrapolate solo alcune frasi. Un venditore della zona spiega:

“Invece di comprare un chilo di roba, ne comprano mezzo chilo e vogliono scendere tutti i giorni, con la scusa delle spesa. Scendono a fare la spesa tutti alla stessa ora, non possono andare ai supermercati perché lì costa e vengono in piazza perché questo è il mercato”.

Un anziano commenta:

“Il pane bisogna scendere a comprarlo tutti i giorni”.

L’inviata allora si sposta alla Sanità. Anche le telecamere di Rete4, così come quelle di La7, trovano una macchina della Polizia ferma in piazza per effettuare controlli. Un passante commenta:

“Militari di qua, militari di là. Ad oggi il risultato è negativo al 100%. La gente sta cominciando a delirare”.

Una frase fuori contesto che viene tagliata in fase di montaggio e che serve a introdurre una nuova intervista, a una persona che dichiara, forse in modo ironico:

“Se non cammino mi paralizzo, dovrei fare dieci chilometri al giorno”.

Il servizio si conclude con il commento di un ragazzo:

“Si potrebbe fare di più, stamm nguaiat”.

Un commento che non si capisce a cosa è riferito. Finito il filmato, il giornalista Del Debbio ricorda cosa rischia chi non rispetta il decreto sottolineando come sono 115 mila le persone in tutta Italia denunciate dall’11 marzo.

“Se ne sono stati multati 11o mila vuol dire che in giro c’è ne sono un milione. Anche i delinquenti stanno a casa dato che i furti sono scesi del 75%”.

La parola poi passa a Don Patrizio Coppola, in collegamento da Avellino che deve rispondere alla domanda: “Al Sud rispettano meno le regole?”

“E’ chiaro che i furbetti ci sono ovunque. Bisogna stare a casa ma il problema nasce dalla testa. Se un governo, non riesce da subito a dare delle regole ben precise, è chiaro che tutti tentano di trovare soluzioni personali”.

Interviene De Debbio:

“Le regole a Napoli ci sono da parecchio tempo come in tutta Italia e sono anche piuttosto chiare, si sta a casa e non si esce se non per motivi di salute e di lavoro. Il lavoro la maggior parte è chiuso, quindi…”.

Risponde Don Patrizio:

“Ma i furbetti ci sono anche al Nord. Non dobbiamo demonizzare sempre il Sud”.

Da studio poi interviene la giornalista Sabrina Scampini:

“Non vorrei che passasse il messaggio che si sta dicendo che tutte le persone che trasgrediscono le regole sono in Campania. Le 115 mila denunce sono in tutta Italia. Abbiamo visto un servizio, e non si può fare in tutta Italia, in un luogo dove c’è stato un particolare assembramento però nessuno sta dicendo che in Campania si esce di più”.

Dopo infatti, per par condicio, viene mostrato un filmato dove anche a Catania, come a Napoli, ci si chiede se si rispettino le regole.

 

 

 

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