Coronavirus, il grido del giovane Arturo: “Ho visto la morte in faccia, il Covid non è uno scherzo”

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Avevo la febbre da dieci giorni… non c’era verso, non mi passava. Poi la fame d’aria… ho visto la morte“. Così Arturo (nome di fantasia) ha raccontato a ilmattino.it la sua terribile esperienza.

Venti giorni ricoverato all’ospedale Cotugno, ma oggi è tornato a casa, ad Afragola. Ora lancia un appello: “Il coronavirus è una cosa seria: restate a casa e rispettate le ordinanze“.

Arturo non ha settantanni e nemmeno ottanta, è giovane ma si è ammalato e anche in modo violento. “Tornare a respirare da solo è stato come tornare a nascere“, ha detto.

Una notte mi sono svegliato per andare in bagno. – ha raccontato – Non respiravo, ho visto la morte con gli occhi. Il 118 mi ha portato in ospedale, ero positivo. Il sindaco si è occupato della mia famiglia, della mia compagna e di mio figlio, non li ha mai abbandonati. ​Ora sto leggendo sul web di persone che ancora escono e contestano le ordinanze. Dico: restate a casa e rispettate le disposizioni, con questo virus non si scherza“.

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