Coronavirus. Famiglia di capresi bloccata in Kenya: “Aiutateci a tornare a casa”

In seguito al blocco di tutti i voli nazionali e internazionali, sono numerosi di disagi che hanno subito i connazionali che si trovano all’estero per motivi di svago, studio o lavoro. Tra questi un gruppo di 500 italiani bloccati in Kenya in piena emergenza pandemia, inclusa una famiglia di Capri con bambini al seguito.

I capresi sono partiti il 29 febbraio e si trovano da più di un mese a Watamu, una piccola città costiera a nord di Mombasa. Diana, la madre di famiglia, racconta la loro odissea in un video pubblicato nel gruppo Facebook “Isola di Capri”:

Siamo un gruppo di italiani bloccati in Kenya ormai da più di un mese, siamo quattro in questa struttura, ma qui in Kenya ne siamo oltre 500. Ci troviamo in una struttura abbandonata, è stata chiusa il 19 Marzo, non c’è il personale, non c’è nessuno e ci troviamo continuamente con carenza di elettricità e di acqua.

La settimana scorsa hanno anche rubato all’interno della struttura, hanno rubato in una delle camere ma per fortuna non c’era nessuno all’interno e sono riusciti a portare via solo un televisore. Ci troviamo in una situazione in cui attualmente non siamo tutelati, non abbiamo aiuto da nessuno.”

Mi faccio portavoce per 500 italiani che sono bloccati qui e si trovano con le nostre stesse difficoltà, difficoltà economiche, carenze di medicinali e come noi  molti sono qui con i nostri figli, due bambini: uno di 5 anni e l’altro di 19 mesi. Mio figlio di 5 anni continua a chiedermi quando potrà tornare a casa sua, quando potremo tornare a casa.

La famiglia di Capri ha quindi  affrontato la procedura del rientro dal Kenya: “Abbiamo tentato di prendere l’unico volo che è stato organizzato dall’Ambasciata italiana il 31 marzo, al costo di 1400 euro a testa con atterraggio a Milano Malpensa il quale ha portato a casa circa 170 persone”.

“Abbiamo tentato in tutti i modi di acquistare i biglietti per questo volo, inizialmente disponibili,ma al momento del pagamento la carta veniva respinta perché i posti erano terminati. A quel punto abbiamo tentato di prendere un volo organizzato dall’Ambasciata tedesca i primi di aprile e che atterrava a Francoforte. Il giorno prima del volo, l’Ambasciata italiana ci chiama dicendo che purtroppo non ci sono posti su questo volo per gli italiani e quindi non era possibile partire con loro.”

Molte complicanze starebbero insorgendo inoltre a causa dei visti: “In tutto questo ci sono tanti italiani che hanno problemi con il visto, in quanto ad alcune persone è scaduto e ad altre sta per scadere a breve.  L’unico modo per poter rinnovarlo è farlo online, ma il portale non genera più link per la creazione dell’account. quindi non è possibile fare la registrazione.

Quei pochi che sono riusciti a registrarsi attendevano l’email di conferma, ma gli uffici di competenza sono chiusi pertanto questa email non arriverà mai. Siamo stati tutti i giorni a telefono con l’ambasciata  per avere notizie di questo volo e ad oggi, 28 aprile, il volo che dovrebbe riportarci a casa non c’è. Questo volo non è mai arrivato. L’ambasciata dice che lo sta organizzando. Chiediamo aiuto, vogliamo solo ritornare a casa, vi prego aiutateci”: questo l’appello della donna.

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