Galli ammette efficacia Tocilizumab: “Dà buoni risultati. Ma Ascierto aveva trattato due casi è già tirava conclusioni”

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Sono passati quasi tre mesi da quando in diretta tv il Prof. Massimo Galli, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive presso l’Ospedale Sacco di Milano, attaccò il Dott. Paolo Ascierto. Una polemica nata durante la trasmissione ‘Carta Bianca’ e relativa alle cure da adottare per curare i pazienti affetti da coronavirus.

Ora l’infettivologo in un’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli su Tpi, torna a parlare di quell’episodio e ammette l’efficacia dell’uso del Tocilizumab su alcuni pazienti (ma non è la cura per tutti). Queste le sue parole:

“Al Sacco sono mesi che andiamo alla “spera in Dio”, talvolta anche lasciando perdere i principi cardine di una medicina basata sulle evidenze. L’uso dei farmaci come il famoso Tocilizumab dà buoni risultati, in determinati pazienti è utile a far superare la fase peggiore. Attenzione, però, perché agisce su un sistema immunitario spesso già malridotto e in alcuni di questi pazienti ha effetti collaterali imponenti, soprattutto un possibile danno da infezioni intercorrenti. Rischiano di non morire di Covid ma di altro. E questo è il motivo per cui, non so se lo ricorda, ma una sera mi sono lasciato un po’ andare in tv con un collega”.

Galli quella sera di marzo attaccò apertamente Ascierto:

“Non facciamoci sempre riconoscere. Questa cosa viene da sperimentazioni in atto da diverso tempo in Cina. Abbiamo tra i vari centri delle zone più colpite ormai, credo, qualche centinaio di pazienti trattati in questo modo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, il primo a usare questa cosa in Italia è stato sicuramente il collega Rizzi a Bergamo nonostante le sue migliaia di casi affrontati nel suo ospedale. Accetto tutto, mi sta bene che si attribuiscano anche meriti, ma non facciamo quelli che non dànno a Cesare quello che è di Cesare e ai cinesi quello che è dei cinesi”.

Ora alla Lucarelli, Galli spiega il senso di quelle parole:

“Ero molto irritato con lui perché questa terapia non può essere spacciata come il toccasana che va bene per tutti e salva le persone. Se lo si dà in maniera indiscriminata provoca più guai che vantaggi. Ascierto aveva trattato la bellezza di due casi e già tirava conclusioni, altri medici attraverso contatti continui da vari ospedali in Lombardia e non solo, si consultavano tutte le sere condividendo le perplessità oltre che i possibili successi di questa terapia.

Di Ascierto mi aveva preoccupato il fatto che una questione che merita un approccio di grande delicatezza, sia diventata un’occasione di presentazione quasi autoreferenziale con troppe certezze sulla base di evidenze fornite da due casi. Questo ha provocato che poi i parenti dei pazienti ci richiedevano questa terapia certi del successo”.

Ascierto però non ha mai detto quanto dichiarato da Galli, anzi. Il dottore del Pascale ha sempre mantenuto la massima cautela in ogni sua dichiarazione. Sono stati i giornali esteri e le varie sperimentazioni condotte in tutta Italia a dimostrare l’efficacia di quella cura. Una cura ‘pensata’ al Sud e sminuita dal ‘Nord’. Ma Galli non vuol sentir parlare di una questione Nord contro Sud e attacca i meridionali e Ascierto di essere troppo suscettibili.

“L’Italia è questa. Non si può assumere una posizione di dissenso senza che si scambi per una guerra tra campanili. È un peccato perché di rado qualcuno del nord si lamenta di essere maltrattato da colleghi del sud. Ci sono dei motivi che hanno a che fare con una suscettibilità e sensibilità particolare, ma questo del nord contro sud è un elemento confondente ed è un peccato“.

 

 

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