Aifa, studio clinico su Tocilizumab: riduce il tasso di mortalità

Paolo AsciertoPaolo Ascierto annuncia gli esiti incoraggianti dello studio clinico sul Tocilizumab. Si tratta del primo studio approvato dall’Aifa nel corso dell’emergenza Coronavirus.

I primi risultati suggeriscono una moderata riduzione del tasso di mortalità, connotandosi come incoraggianti anche se non del tutto definitivi.

Come dichiarato dallo stesso Ascierto, l’analisi riguarda 301 pazienti registrati per lo studio di fase2 (in 20 ore tra il 19 e 20 marzo) e 920 pazienti registrati successivamente tra il 20 e il 24 marzo, provenienti da 185 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale. A causa della scarsa disponibilità del farmaco, quest’ultimo è stato somministrato soltanto al 60% dei pazienti.

L’efficacia del Tocilizumab è stata valutata attraverso il tasso di mortalità a 14 e a 30 giorni. A 14 giorni è risultato del 18.4% considerando tutti i pazienti e 15.6% considerando solo quelli che hanno ricevuto il farmaco. Tuttavia, i risultati sono considerati significativi a 30 giorni, quando i valori di letalità sono 22.4% in tutti i pazienti e 20.0% nei soli trattati, rispetto al 35% che ci si aspettava a priori.

Inoltre, l’analisi degli effetti collaterali non ha mostrato segnali rilevanti di tossicità specifiche. Dunque, in conclusione, lo studio TOCIVID-12, suggerisce che il farmaco in questione possa ridurre significativamente la mortalità a un mese. Il suo impatto sulla mortalità precoce è meno rilevante.

Aifa valuta positivamente questo studio e ne inserisce una sintesi sul proprio sito. La descrizione dettagliata, con presentazione dei risultati, sarà disponibile con la pubblicazione su una rivista scientifica internazionale. In tal modo la comunità scientifica avrà la possibilità di visionarlo ed eventualmente revisionarlo.

Lo studio, non essendo comparativo, non fornisce una prova definitiva dell’efficacia del Tocilizumab in pazienti affetti da Covid-19. Lo stesso Paolo Ascierto si augura che gli studi randomizzati, attualmente in corso, possano confermare questi primi risultati.

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