Lutto nel giornalismo: morto Carmine Alboretti, innamorato del Vesuviano e di Totò

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Un malore improvviso ha portato via alla sua famiglia Carmine Alboretti. Il giornalista si è spento all’età di 45 anni. Lascia la moglie e un figlio piccolo.

Carmine Alboretti è morto questa mattina per un malore che non gli ha lasciato scampo. La sua passione era il giornalismo e attraverso i suoi articoli ha raccontato la cronaca vesuviana e l’evolversi della Chiesa. E’ stato infatti per diversi anni vaticanista e poi in Campania ha collaborato per diverse testate arrivando a essere anche il direttore di ‘La Voce Sociale’. Dal 2014 al 2019 ha ricoperto la carica di presidente dei probiviri del Sindacato unitario giornalisti della Campania. Ma era impegnato anche nella vita sociale, essendo volontario della Protezione Civile.

Cordoglio è stato espresso da alcuni colleghi e dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. In un post su Facebook, Carmine viene così ricordato:

“Le persone belle bisogna ricordarle nei momenti belli – Parlare con Carmine, ascoltarlo, confrontarsi – Una guida preziosa per me e tanti amici, non solo giornalisti. Un abbraccio forte a Maria e al piccolo Francesco – Carmine una persona perbene, un raggio di luce – Riposa in pace”. 

Il Capo Ufficio Stampa del Comune di Boscotrecase, Antonio d’Errico, lo ricorda così:

“Sono sconvolto dall’improvvisa e immatura scomparsa di Carmine Alboretti, un mio fratello più piccolo! Non riesco a trovare le parole per esprimere pubblicamente i miei sentimenti a un fratello. In questi ultimi trent’anni della nostra vita professionale abbiamo fatto tantissime cose insieme; ho migliaia e migliaia ricordi con lui. Conservo nel cuore le sue parole di affetto e stima che mi ha manifestato in ogni occasione. Fui tra i primi a sapere che stava nascendo l’Amore con Maria Carotenuto. Mi confidò in più occasioni i suoi sentimenti e le sue apprensioni. Un amore che iniziò a consolidarsi mentre entrambi (con Maria Tangredi ) nel novembre 2007 eravamo a Castellaneta Marina delegati al congresso nazionale della FNSI. Mi volle al suo fianco il giorno in cui, a Roma presso la sede nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, sostenne la prova orale per l’esame di abilitazione professionale che superò brillantemente. Mi volle al suo fianco il giorno del suo matrimonio con Maria. Mi volle al suo fianco in tutte le occasioni professionali che lo videro protagonista. Fu il primo ad arrivare al mio capezzale in ospedale quando, l’1 agosto 2015, mi infortunai gravemente. Caro Carmine con te se ne va un pezzetto del mio cuore. Riposa in Pace fratello mio. Un grandissimo abbraccio a Maria e Francesco che era la sua ragione di vita! Voglio ricordarlo anche con alcune foto che ci ritraggono insieme”.

Genny Galantuomo sottolinea come Carmine sia stato un giornalista speciale per tutta la Campania:

“Il giornalismo campano perde oggi una delle firme più prestigiose. Un grande giornalista, un professionista preparato, serio, umile e sempre disponibile. Carmine Alboretti è (era) una di quelle persone che non smetteresti mai di ascoltare, di una cultura profondissima, innamorato del Vesuviano e di Totó. Ricorderó per sempre i nostri viaggi verso Roma, la sua capacità di rimettersi sempre in discussione, di accettare ogni sfida nelle redazioni romane, un giornalista nato ai tempi della carta e penna, mai banale, una penna speciale che ha saputo descrivere in ogni suo articolo i fatti le storie di questi ultimi venti anni alle falde del Vesuvio. Carmine era anche un giurista, un uomo di fede, uno scrittore, era un volontario della Protezione Civile. Un uomo come pochi, strappato a questa vita troppo prematuramente. Grazie caro Carmine per tutti gli insegnamenti che mi hai dato in questi anni e grazie per avermi onorato della tua amicizia. Buon viaggio amico mio, riposa in pace“.

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