33mila morti e l’economia in ginocchio: l’Italia festeggia con le Frecce Tricolori

frecce tricolori napoliLa Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) in questi giorni sta sorvolando i cieli di tutta Italia in occasione del 74esimo anniversario della proclamazione di questa Repubblica Italiana. In particolare ieri, 28 maggio 2020, hanno sorvolato i cieli di Napoli.

Sempre più presenti questi spettacoli in città, infatti ricordiamo che sul nostro Golfo di Napoli il 4 novembre 2019 svariate persone accorsero ad acclamare i piloti. Non c’è dubbio alcuno circa la bravura e lo spettacolo che creano le pattuglie acrobatiche italiane, così come in tutto il mondo gli altri piloti rilasciano nei cieli i colori della bandiera di appartenenza. Tante le polemiche, ma questa volta c’entra poco l’inquinamento atmosferico. Siamo in un periodo in cui paradossalmente il sistema Italia sta dimostrando tutte le sue debolezze con l’enorme crisi non solo sanitaria, ma soprattutto socio-economica che sta investendo il Paese.

Da segnalare anche la delusione di quei cittadini che sui social hanno chiesto che i milioni di euro spesi in questi giorni per “l’abbraccio nazionale all’Italia”, fossero utilizzati veramente per aiutare le famiglie sempre più numerose che hanno sempre più i piatti vuoti, dimostrando per una volta che lo Stato è veramente vicino al popolo. C’è tanta gente che ancora non ha ricevuto casse integrazioni o redditi più o meno di emergenza, forse sarebbe stato meglio evitare propagande e dare spazio a cose necessarie. In queste ore molto condivisa l’immagine di una (falsa) storia settecentesca: “Maestà il popolo ha fame: dategli le frecce tricolori”.

Tanti i commenti di questo genere segnalati a Napoli: “Sono venuti a ricordarci che siamo una colonia dal 1861, ma lo sapevamo già”, “Panem et circenses ieri, Circenses senza pane oggi” e in tanti hanno ricordato le storie mitizzate del Risorgimento. Il tutto in una confusione crescente: non solo nazionale tra Europa sì e Europa no e decisioni e umori cambiati ogni giorno.

È certamente il periodo storico più “pittoresco” di tutta la storia dell’umanità, con altre memorie ed altre radici che questo sistema non ha saputo dare ai suoi cittadini. La gente è spaesata oltre ad essere affamata ed ha bisogno di credere in qualcosa di sensato. Ma si fa fatica a trovarlo.

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