“Al Nord ci si ammala, venite in Calabria”: lo spot turistico che ha scatenato le polemiche

turismo in calabriaÈ stato pubblicato lo scorso 26 giugno ma è nelle ultime ore che stanno crescendo le polemiche: stiamo parlando dello spot pubblicitario a favore del turismo in Calabria ideato da Klaus Davi, giornalista svizzero naturalizzato italiano che vive ormai da anni in terra calabra in collaborazione con i comuni della Locride.

La seconda metà dello spot, il quale ha lo scopo di attirare turismo in Calabria nonostante la questione Covid sia ancora aperta, mostra le bellezze della regione dalle spiagge al patrimonio storico-artistico. Ciò che ha scatenato polemiche, però, è la prima parte del video.

Si tratta di una pubblicità comparativa che, attraverso la contrapposizione di immagini e gli slogan che lasciano poco spazio all’immaginazione, ha dato non pochi problemi. Il video parte proprio con le immagini di alcune zone balneari del Nord Italia accompagnate dalla seguente didascalia:

“Un tempo queste erano mete meravigliose del turismo mondiale ma oggi con il dilagare dell’epidemia nel Nord Italia non sarà più possibile praticare una cultura di massa del turismo con un sistematico sfruttamento del suolo e un impatto ambientale devastante. Ma in Italia esiste un luogo dove c’è la cultura del rispetto del suolo e del distanziamento sociale ed è la Calabria”.

turismo in calabriaDa qui in poi, immagini di meravigliose spiagge calabresi messe a confronto con quelle di industrie in piena attività: “A differenza di altre zone d’Italia dove i tassi di inquinamento sono alle stelle e una politica dell’ambiente suicida ha fatto sì che per decenni le polveri sottili uccidessero migliaia di persone, in Calabria rispetto e salvaguardia della natura sono una realtà che hanno tutelato il territorio e la salute delle persone”.

Tra coloro che si sono indignati per lo spot sopracitato c’è il Presidente di Anci Veneto, Mario Conte, che ha dichiarato: “Vergogna, vergogna, vergogna. Non c’è altro commento per questa campagna pubblicitaria che non ha il minimo rispetto di quando successo al Nord in questi mesi e che ha visto morire medici, infermieri, farmacisti ed in alcuni casi anche sindaci che sono stati fino all’ultimo minuto in trincea a fianco dei cittadini. Chi oggi lancia questo spot lucra anche su questo e non porta alcun rispetto per il territorio e per le comunità”.

Il creatore dello spot, però, si è così difeso: “Tanto rumore per nulla. Lo spot è stato applaudito dai sindaci a Siderno in sede istituzionale quattro giorni fa. Non figurano da nessuna parte le parole “malattia” e “Covid”. Ma in alcune regioni siamo in campagna elettorale e devono lucrare consenso sulla pelle dei Calabresi. Cose normali, fa parte del gioco“.

Ha poi continuato durante un intervento a Newsroom, su Radio Capital: La pubblicità comparativa esiste da 50 anni! Se solo chi apre bocca leggesse un po’ di più. Noi abbiamo solo riportato nel claim pari pari le frasi di una inchiesta di Report.

“Se vogliono contestarne i contenuti ci sta. Si sa, Report è una trasmissione scomoda per molti politici. Per esempio ha dimostrato che i soldi dei calabresi sono andati altrove. Forse si sono arrabbiati per quello”. Nella medesima intervista, inoltre, Klaus Davi ha dichiarato la sua volontà di candidarsi a sindaco di Reggio Calabria per poter riportare lui stesso ai massimi splendori la città e la regione tutta.

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