Spiagge libere a uso dei residenti. Lo sfogo di Giovanni: “Noi ammassati su costosissimi lidi privati”


Un ragazzo, adirato per le regole vigenti per l’utilizzo delle spiagge libere, ha affidato a Facebook il suo sfogo. Si chiama Giovanni Cirillo e le sue parole stanno facendo il giro del web.

Giovedì scorso, Giovanni, residente a Pompei, si è recato a Seiano per trascorrere una giornata al mare. Eppure, la sua permanenza in spiaggia è stata tutt’altro che piacevole, così come raccontato da lui stesso.

“Mi sono recato a Seiano per farmi un bagno. Arrivo e scopro che tutte le spiagge libere sono a solo uso residenti. Come da quasi tutte le parti ormai nella Regione Campania”.

“Io sono residente a Pompei, quindi mi chiedevo se: per chi ha fatto questi provvedimenti io debba farmi il bagno negli antichi bagni romani degli scavi di Pompei o posso solo farmi un bagno di sudore; se io sia considerato un riccone che può permettersi solo lidi privati; se mi state prendendo in giro”.

“Sono un neolaureato (prima grande scelta sbagliata della mia vita), inoccupato al verde, gravante ancora sulle spalle dei miei genitori a 24 anni. Per cui decido di sedermi comunque al lato residenti. Ciò anche perché per assurdo era la zona con più distanziamento e, inoltre, se posso risparmiarmi prezzi AUMENTATI del lido privato di Seiano, me li spendo per un buon boccone”.

“Dopo 5 minuti si avvicina la proprietaria del lido privato. Mi informa che non posso stare lì perché non sono residente. Chiedo dove posso andare per farmi un bagno, dato che da lei stanno letteralmente uno sopra l’altro ma lei mi dice che c’è posto. Mi sposto, pago e le chiedo OVVIAMENTE di mettermi almeno distante dagli altri”.

“Come non detto. In foto come stavamo. Alla faccia del distanziamento, della prevenzione, alla faccia mia che mi facevo pure problemi di dare fastidio. Tutto questo per dire che mi sento preso in giro”.

“Perchè mi sento PRESO PER IL CULO? Perché sulla spiaggia libera di Seiano, dove per assurdo c’era più distanziamento sociale, io non posso starci, sul lido privato sì. Ma quindi se ho il Covid, sulla spiaggia libera lo infetto agli altri mentre sul lido no. E perché? Perché ho pagato?”

“Una sola cosa ho capito di ieri. Dovevo impormi di stare sulla spiaggia libera, BENE PUBBLICO, e se davo fastidio a qualcuno si chiamavano le forze dell’ordine, cosicché si vedeva chi stava più in torto. Io, che occupavo un suolo pubblico distanziato dagli altri,  i lidi privati intorno che con prezzi esorbitanti imponevano ai clienti il caos più totale”.

L’utilizzo delle spiagge libere, così come evidenziato da Giovanni Cirillo, è destinato soltanto ai residenti della zona. Provvedimento che non fa altro che creare disagi a coloro che non risiedono in zone costiere, così come accaduto a Giovanni.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI