Coronavirus, dopo la guarigione non si è immuni: la conferma arriva dal King’s College di Londra

Coronavirus ospedaleCi si può riammalare di Coronavirus, anche dopo esser guariti. La conferma arriva da uno studio del team del King’s College di Londra.

In tutto il mondo si stanno riscontrando casi di positività relativi a persone che avevano già contratto e sconfitto l’infezione. Proprio in Campania, una donna residente a Pozzuoli, è risultata positiva per la seconda volta al Covid. Similmente a quanto accaduto ad una donna di Negrar, in provincia di Verona.

Dunque, di Coronavirus ci si può riammalare, l’immunità sembra venir meno dopo soli tre mesi dall’infezione, esponendo il soggetto nuovamente al pericolo di contagio.

Una ricerca italiana, pubblicata sulla rivista BMJ Global Health, addirittura ipotizza che l’immunità acquisita potrebbe favorire reinfezioni con sintomi più gravi, oltre a non essere protettiva.

I ricercatori del King’s College di Londra hanno constatato che l’immunità sembra indebolirsi nel giro di pochi mesi. Studiando circa 90 ex pazienti, hanno notato che il livello di anticorpi raggiunge il suo picco dopo circa tre settimane dalla comparsa dei sintomi per poi diminuire.

Soltanto il 17% degli ex ammalati mantiene la stessa potenza di risposta immunitaria. Nella maggioranza dei casi, quest’ultima subisce un declino fino a non esser più nemmeno rilevabile.

Sulla stessa scia, una ricerca di Nature, che conferma il drastico calo, oltre il 70%, dei livelli di anticorpi protettivi in convalescenza. Questi ultimi in alcuni soggetti non sono più rilevabili.

Chi si ammala di Covid sviluppa, entro 19 giorni, degli anticorpi che dovrebbero garantire l’immunità verso attacchi futuri. Stando agli ultimi studi, tale “protezione” durerebbe soltanto pochi mesi. Per cui una volta contratto il virus, i rischi legati alle possibilità di contagio non cessano.

Il virus potrebbe tornare ad infettare le persone che lo hanno già contratto, comportandosi come una comune influenza. Ciò potrebbe ripercuotersi anche sull’efficacia di un futuro vaccino.

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