“Fontana delle bagnanti”, il furto che fecero i re sabaudi alla Reggia di Caserta

Nel giardino reale del Quirinale a Roma c’è una delle principali attrazioni del parco: la “Fontana delle bagnanti”. Si tratta di tre statue di fanciulle al bagno, poste al centro di una vasca tra spruzzi d’acqua e giochi di luce, è il gruppo scultoreo più ammirato del sito.

Ma pochi sanno che la “fontana delle bagnanti” proviene dalla Reggia di Caserta, un “furto” in piena regola realizzato dai re d’Italia. Essi dedicarono al giardino del Quirinale molte attenzioni: fu rimossa la fontana collocata in precedenza da Fuga e fu sostituita con un grande bacino circolare dove al centro fu posizionato il gruppo scultoreo della Reggia vanvitelliana, chiamata anche “Fontana di Caserta”.

Essa fu sistemata di fronte alla Coffee House su progetto dello scultore Giulio Monteverde, prediletto da re Umberto I (1878-1900) e dalla regina Margherita, che ricompose il gruppo scultoreo a Roma per l’occasione.

I giardini del Palazzo del Quirinale costituiscono il parco del Palazzo del Quirinale. L’estensione dei giardini è di circa 4 ettari e l’accesso è garantito da via del Quirinale attraversando Porta Giardini (costruita nell’Ottocento) e lo stile si alterna equamente tra quello del giardino all’italiana e quello del giardino all’inglese.

La fontana delle bagnanti è solo uno dei furti che il nostro territorio subì in epoca napoleonica prima e poi con i Savoia dopo. Insieme alle riserve auree del Banco di Napoli, furono le regge borboniche (Caserta e Portici) a subire i maggiori danni. Porcellane e arredi pregiati furono trasferiti nelle residenze sabaude oppure venduti all’asta a Milano e Londra.

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