Non solo Covid, Campania martoriata dai roghi tossici: ma De Luca pensa solo ai tamponi

Lusciano – Foto dalla pagina Facebook “La Terra dei Fuochi”

Continuano i roghi tossici: è la lunga estate della Campania. In particolare in questo periodo dell’anno gli incendi si fanno più assidui ed intensi, inoltre l’afa e l’umidità non fanno altro che accentuare questo problema.

Roghi 24 ore su 24, gente chiusa in casa per la puzza insopportabile dove è impossibile tenere le finestre aperte, ma le istituzioni continuano a non far nulla a proposito. Ora l’attenzione della politica è tutta per il Covid-19, come giusto che sia dato il terribile momento che stiamo attraversando.

Ma la Campania ha anche altri problemi, tra cui il cancro dei roghi tossici. Eppure si finge di non guardare, di non vedere cosa accade ogni giorno e notte nelle terre tra la provincia di Caserta e la provincia di Napoli.

Come testimoniato dalla pagina “La Terra dei Fuochi” negli ultimi giorni le attività della malavita si sono intensificate, numerosi sono gli incendi segnalati. Domenica 23 agosto verso le 19.30 a Lusciano è andata a fuoco una discarica illegale di rifiuti speciali tra le campagne. Altra bomba tossica ieri lunedì 24 agosto sull’asse mediano all’altezza di Caivano. Stessa situazione a Giugliano, ieri sera intorno alle 22, ponte Riccio, nei pressi del campo rom.

Alla denuncia e al grido di dolore si unisce anche Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che ha pubblicato sul proprio profilo social alcuni versi:

“Dopo otto anni siamo allo stesso punto, se non peggio.

Morir di puzza
ci state uccidendo
lentamente
miseramente
stupidamente
stiamo morendo
noi, i vostri vecchi amici
i vostri parenti
la vostra stessa gente
morir di puzza
che morte ignominiosa
che morte miserabile
che vergognosa morte
muoiono i nostri vecchi
muoiono i bambini
muoiono le donne belle
muoiono i vicini
puzziamo tutti ormai
puzzano le nostre case
puzzano le nostre strade
puzzano le nostre chiese
non fate più gli ironici
non dite più menzogne
ridiamo la speranza
a chi la va perdendo
mangiar dobbiamo tutti
ma è pane maledetto
pane che non sazia
pane avvelenato
pane velenoso
il pane che si impasta
col sangue dei fratelli”

DOPO OTTO ANNI SIAMO ALLO STESSO PUNTO. SE NON PEGGIO.

MORIR DI PUZZA

CI STATE…

Pubblicato da Padre Maurizio Patriciello su Lunedì 24 agosto 2020

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