Con la maglia “Odio Napoli, chi è l’edicolante napoletano: “I pregiudizi rovinano il mondo”

15 euro per oltraggiare la città di Napoli. Tanto costa la maglietta con la scritta Odio Napoli” indossata da un giovane nella metro di Milano, stazione Molino Dorino. Non è passato inosservato alle telecamere di sicurezza che mostrano la sua reazione aggressiva quando l’edicolante napoletano si rifiuta di vendergli un biglietto, ferito per una frase che colpisce direttamente la sua provenienza territoriale.

Razzismo è forse la parola più adatta per descrivere il senso di quelle parole intonate nelle curve di mezza italia, marchiate su una T-shirt facilmente acquistabile presso rivenditori fisici e online per tifosi. Dietro il verbo “odiare” si cela tutto ciò che dovrebbe suscitare sdegno, nonostante le poco convincenti argomentazioni sugli sfottò da stadio che tutto consentirebbero. Trattasi di denigrazione rispetto all’idea che si ha del popolo napoletano, considerato ancora come arretrato perché incivile e tendenzialmente predisposto al crimine. Almeno per una parte d’Italia. L’oggetto dell’offesa è chiaramente la città di Napoli e non la squadra di calcio. Concetto molto simile a quando si canta “Vesuvio lavali, Napoli colera” e via di seguito.

L’edicolante è Carlo Volpicelli, 29enne nato a Napoli e cresciuto a Casoria. Studia nella città partenopea prima di emigrare verso nord in direzione Milano a 19 anni. Lavora come dipendente in quell’edicola e dal 2019 la gestisce in compagnia di un socio.

«Il ragazzo non è nuovo a queste cose, è già passato altre volte con questa maglietta. Gli ho sempre detto di non indossarla, perché io non ce l’avrei fatta a servirlo così – sottolinea Carlo -. Tante altre volte era vestito in maniera normale e ho svolto il mio servizio regolarmente. Ma oggi alla vista di quella maglia non ce l’ho fatta».

Il giovane accompagnato da due bambini si avvicina alla cassa, Carlo decide di non vendergli il biglietto e per risolvere la faccenda si sposta per consentire al suo collega di ultimare l’operazione, ma qui scatta la reazione scomposta dell’uomo che gli scaraventa addosso degli snack.

«Ogni giorno combatto contro i pregiudizi, qui a Milano ci sono tanti milanesi intelligenti che comprendono e non ne hanno. Con la speranza che questa cosa non generi altro odio ma faccia capire che i pregiudizi stanno rovinando il mondo. Deve passare un concetto, io ho tanti amici milanesi che voglio bene e che stimo, non bisogna fare nemmeno noi di un’erba un fascio, altrimenti – sottolinea l’edicolante napoletano – restiamo piccoli come questo individuo. Se questa persona dovesse sentire il bisogno di chiarirsi con me sono disponibile, sono qui e pronto a parlarci».

 

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