Mare in Campania, rilievi dell’Arpac: divieto di balneazione in 3 importanti località

Anche quest’anno l’Agenzia ARPAC ha monitorato le acque che bagnano la regione Campania pubblicandone i risultati e le aree di balneazione ai limiti della legge. Sono 1538 i prelievi eseguiti durante la campagna 2020, posticipata al 25 Maggio a causa dell’emergenza sanitaria, di cui 390 solo dell’ultimo mese.

Ad Agosto, infatti, effettuati controlli anche su richiesta della Guardia Costiera o per avvistamenti di anomalie nelle caratteristiche dell’acqua di mare, come schiuma o mucillagine. Interessati i comuni di Camerota, Amalfi, Conca dei Marini, Vietri sul Mare, i comuni di Monte di Procida, Procida, Sorrento e Sant’Agnello e la località Baia Domizia in provincia di Caserta.

Gli esiti dei valori microbiologici sono nella norma e le anomalie denunciate sono invece da ricollegare allo sviluppo microalgale favorito dalle elevate temperature del mare, specie non ritenuta tossica per l’uomo.

Entro ai limiti sono invece la maggior parte degli esiti delle analisi microbiologiche sugli indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali). Le aree di balneazione con esiti oltre i limiti della legge sono i comuni di Battipaglia, Eboli e Minori (in provincia di Salerno); conseguenti i divieti di balneazione temporanei emanati dal sindaco, così come previsto  dalla normativa.

A Battipaglia, ad esempio, è stato registrato ripetutamente un dato sfavorevole nel tratto denominato “Spineta nuova“; in corso degli approfondimenti congiunti con il Comune per individuare le possibili cause che determinano l’inquinamento della zona balneare.

A Eboli, invece, ha interessato l’acqua denominata “Campolongo Primo“, dichiarata “eccellente” all’ultima classificazione regionale; i valori sono tornati nella normalità in seguito al prelievo del 18 agosto, facendo dichiarare l’area nuovamente balneabile.

Caso differente è a Minori, cui possibile causa è il malfunzionamento dell’impianto di depurazione in località Grotta; con il prelievo del 24 agosto, i valori nel punto di rete sono rientrati nei limiti di legge, anche se restano fuori limite i risultati dei prelievi effettuati per stimare il fenomeno inquinante.

Altri sforamenti registrati ad agosto sono presenti nell’elenco delle acque classificate di qualità scarsa, riguardanti le località che già erano state interdette alla balneazione.

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