Coronavirus, cluster al comizio elettorale di Salvini: “Si abbassavano la mascherina”

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Matteo Salvini al comizio del 25 settembre 2020 di Terracina. Alla sua sinistra Valentino Giuliani. (Foto: pagina Facebook Valentino Giuliani sindaco)

Un possibile cluster di coronavirus al comizio elettorale di Salvini tenuto lo scorso 25 settembre a Terracina, tanto che le autorità sanitarie starebbero pensando a un drive-in nel quale effettuare tamponi a tappeto. Valentino Giuliani, candidato sindaco e tra gli organizzatori del comizio tenuto dal leader Lega Nord quel giorno, è infatti risultato positivo al Covid-19 e sembra che alcuni sostenitori pure abbiano avvertito dei sintomi preoccupanti.

Quel giorno, presso il ristorante dove si è tenuto l’intervento di Salvini, secondo il racconto di testimoni tutti avevano la mascherina ma in qualche occasione l’hanno tolta completamente oppure hanno scoperto il naso. Un comportamento che annulla la protezione data dal dispositivo e che aumenta il rischio di contagi. Per questo motivo, a dieci giorni di distanza potrebbe scoppiare il cluster, tanto che si parla già di mini lockdown.

“Oggi è una giornata non partita benissimo. Sono stato due ore attaccato al cortisone e quando mi sono alzato il medico mi ha detto: ‘Ovviamente lei adesso va a casa’. Io gli ho detto: “Sì, stia tranquillo. Passo prima ad Anguillara Sabazia. Poi da Formello e finisco a Terracina, ma a sera arrivo a casa. Ci tenevo troppo a essere qua, un po’ dolorante, un po’ febbricitante, però è bello esserci”: queste furono le parole pronunciate da Matteo Salvini il 25 settembre a Formello, prima di dedicarsi al consueto e pericoloso giro di selfie. Per fortuna il leader della Lega successivamente non è risultato positivo al Covid-19, ma la circostanza e le sue stesse ammissioni fanno riflettere su come l’emergenza sanitaria fosse percepita come secondaria rispetto alla caccia di voti.